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Emiliano Treccani ha ascoltato il cd Panciastorie, di Ettore Giuradei e la Malacompagine.

di Emiliano Treccani 

Il cd. "Panciastorie" di Ettore Giuradei e la Malacompagine (Mizar Records/Audioglobe, 2006).

La recensione. "Panciastorie" è un disco che regala emozioni antiche.
L'ascolto ricorda, infatti, i vecchi grandi cantautori italiani, con il suono di un pianoforte tra swing e blues, una voce dal timbro secco ma scanzonato, accompagnati dai suoni 'stranianti' di una chitarra quasi noise. Undici brani per 50 minuti da ascoltare tutti d'un fiato.
Ettore Giuradei, attore e cantastorie, dà il meglio di sé su di un palco, ma il lavoro in studio racconta bene l'esperienza di partecipare ad un suo concerto. Le canzoni raccontano e dipingono scenari di vita quotidiana, sì, ma non certamente ordinaria. Undici brani condotti con sicurezza e passione dalla sua Malacompagine, suonatori votati a una visione teatrale della musica.
"Panciastorie – secondo la band bresciana – è il tentativo di creare una canzone d'autore che non si appoggi solo malinconicamente sulle parole, ma che trovi nell'arrangiamento lo sfogo della sua motivazione più viscerale". Vero, ma non dare importanza ai testi dell'album, usciti dal pugno poetico del leader cantante, sarebbe come ascoltare la solita band nostrana che alza i suoni per confondere parole incomprensibili ed antipoetiche.

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