Quantcast

Dal 24 sui social musica rivoluzionaria per Giovanni Ligasacchi

(red.) Da giovedì 24 dicembre 2020 è disponibile sui social dell’associazione Isidoro Capitanio (pagina Facebook e YouTube) il video con la musica della Rivoluzione francese. Nel corso di quest’anno la Isidoro Capitanio avrebbe riservato al maestro Giovanni Ligasacchi una serie di appuntamenti per ricordarne la figura in occasione del centenario della nascita (Preseglie,1920). Purtroppo non è stato possibile. L’associazione è riuscita solamente a dedicargli una serie di articoli sulla rivista BresciaMusica.

Del Maestro va ricordata la straordinaria opera di divulgatore della cultura musicale in ambito bandistico e non solo, ma anche la fenomenale attività di didatta ed educatore e il grande e generoso impegno civile e umano. Ha diretto per circa un trentennio con competenza, professionalità e grande passione la “Isidoro Capitanio” e ha operato in tanti altri complessi bandistici della provincia determinando il loro sviluppo, il loro consolidamento e il loro solido radicamento sulterritorio.
Se la Isidoro Capitanio attualmente vanta una corposa a apprezzata attività artistica, didattico-formativa ed editoriale e gode di considerazione anche in contesti di assoluto prestigio, si deve per buona parte allo straordinario impegno di Giovanni Ligasacchi. L’interesse musicale di Ligasacchi ha spaziato dalla musica antica a quella contemporanea e per un certo periodo si è concentrato sulla musica della Rivoluzione francese. A lui si deve uno studio approfondito, apprezzato anche in territorio transalpino, del repertorio dell’epoca che ha portato la Banda cittadina di Brescia in collaborazione con il Coro La Rocchetta di Palazzolo sull’Oglio all’incisione di un disco nel 1986.

Ligasacchi ha il merito di aver rimesso in luce una “verità musicologica” del periodo della Rivoluzione francese. La sua tenace ricerca presso la Biblioteca Nazionale di Parigi e la Deutsche Staatsbibliothek di Berlino Est gli hanno consentito di intuire i tipidi sonorità che erano propri di strumenti allora in pieno uso, ma poi abbandonati perché sostituiti da altri più o meno affini come timbro e come tessitura, ma tecnicamente adatti a prestazioni di più larga applicazione. Le trascrizioni e gli adattamenti per banda moderna del Maestro sono state considerate fin da subito, nell’ambito accademico nazionale e internazionale, di grande pregio sapendo ricavare impasti sonori del tutto particolari.
Con questo documento la “Isidoro Capitanio” desidera ringraziare ancora con grande affetto il suo Maestro che con slancio e impulso ammirevoli si è dedicato a una attività che oltre a gratificare l’impegno musicale di tutti i soggetti coinvolti, ha contribuito in modo determinante alla loro crescita culturale, sociale e civile.

Il programma proposto comprende di Charles Simon Catel (1773-1830)
l’Overture in Dominore (1793) per orchestra di strumenti a fiato, di Luigi Cherubini (1760-1842) l’Hymne funèbre sur la morte du General Hoche (1797) per coro e orchestra di strumenti a fiato nell’adattamento e revisione di Giovanni Ligasacchi (partitura originale: Deutsche Staatbibliotek – DDR) e di FrançoiseJoseph (1734-1829) Gossec il Te Deum (1790) per coro e orchestra di strumenti a fiato nell’adattamento e revisione di Giovanni Ligasacchi (partitura originale: Biblioteca Nazionale diParigi).

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.