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A2A, transazione energetica: piano da 18 miliardi di euro

La multiutility punta ad anticipare la decarbonizzazione degli impianti e a realizzare 4 mila punti di ricarica elettrica entro il 2030.

(red.) A2A aggiorna il Piano Industriale al 2030 con 18 miliardi di euro di investimenti, 2 in più rispetto al Piano precedente.
Lo annuncia la multiutility dei Comuni di Brescia e Milano che prevede di destinare 7 miliardi per l’economia circolare e 11 per la transizione energetica in interventi per il 90% circa in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (Sdg) e per il 70% con la Tassonomia Europea.
Il Mol atteso a fine Piano è di circa 2,9 miliardi di euro, pari ad oltre 2 volte la media degli ultimi anni. In crescita del 9% annuo l’utile e del 3% il dividendo.

A2A ha anticipato di 2 anni rispetto al precedente Piano gli obiettivi di capacità installata di generazione di energia da fonti rinnovabili e prevede una riduzione del 49% del fattore emissivo di Co2 al 2030, rispetto al valore del 2017, migliorando l’obiettivo al 2030 approvato dalla Science Based Targets Initiative.
Anticipato inoltre al 2040 l’azzeramento delle emissioni dirette e indirette generate dal Gruppo, che aumenta di ulteriori 4,5 milioni di tonnellate i rifiuti recuperati come materia o energia e sottratti alla discarica rispetto al 2020. In crescita anche le assunzioni dirette a 7mila unità in 10 anni, per un totale di 15mila dipendenti fine 2030.

Il nuovo Piano al 2030 del Gruppo prevede il quadruplicamento delle infrastrutture legate alla mobilità sostenibile rispetto al precedente, con 24 mila punti di ricarica elettrica al 2030. Le infrastrutture saranno sia a bassa potenza (fino a 7kW) sia ad alta potenza (oltre 50 kW), “per favorire – spiega il Gruppo – sia una modalità di erogazione lenta (ad esempio di notte), sia rapida, simile a quella delle stazioni di rifornimento tradizionali.

Per i segmenti di mobilità che non avranno un’evoluzione verso l’elettrico, come il trasporto pesante, A2A vuole mettere a disposizione soluzioni come l’idrogeno verde e il bio-Gnl.
Il Gruppo ha in programma di sviluppare infatti oltre 60 impianti di bio-metano di cui almeno 5 con liquefazione per ottenere bio-Gnl, mentre per la produzione di idrogeno si potranno sfruttare fonti di energia prodotta continuativamente come quella dei termovalorizzatori, con un “modello di business decentralizzato, basato su ecosistemi locali al servizio dell’industria e del trasporto pesante”, spiega il Gruppo.
“Circa il 30% delle emissioni di Co2 in Italia derivano dal settore della mobilità – afferma il gruppo – e sarà possibile abbattere le emissioni dei trasporti di merci e persone con una penetrazione sempre più rilevante di auto elettriche e mezzi pesanti alimentati a idrogeno e bio-Gnl”. Nel 2021 l’8% delle auto vendute in Italia sono state elettriche (pure e ibride plug-in) e con l’incremento previsto nei prossimi anni A2a intende “favorire l’adozione di questo modello di mobilità sostenibile”.

Con il nuovo Piano 2021-2030 A2a punta a “essere protagonista del processo di decarbonizzazione del Paese, grazie alla capacità di poter garantire sia energia elettrica rinnovabile sia molecole sostenibili come idrogeno e biometano, in linea con quanto previsto dalle direttive europee”.
Lo afferma l’amministratore delegato Renato Mazzoncini sottolineando che “il primo anno del Piano Industriale 2021-2030 è stato significativamente superiore alle aspettative sia da un punto di vista dei risultati industriali che di quelli economici, con un impegno quotidiano nel perseguimento degli obiettivi Esg che ci siamo dati”.
“Facendo leva su una forte capacità di crescita dimostrata da tutte le ‘business unit’ del Gruppo, abbiamo deciso di aumentare ulteriormente gli investimenti, destinando 18 miliardi alla transizione ecologica”. “L’aggiornamento del Piano – spiega il Manager – prevede di anticipare di 10 anni l’obiettivo comune di emissioni zero, ampliare ulteriormente la nostra presenza in Italia e stabilire nuovi e ancora più ambiziosi target di business”.

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