«Svuotamento laghi Sila? E’ per la sicurezza»

A2A replica alle polemiche ambientaliste sollevate sullo svuotamento dei laghi Arvo e Ampollino in Calabria. «Ecosistema non subirà effetto per lo svaso».

(red.) «Non vi è alcuna finalità di migliorare e potenziare la produzione di energia elettrica bensì quella di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento irriguo-potabile, del territorio e della popolazione di valle». E’ quanto si legge in una nota della società A2A, la multiutility dei Comuni d Brescia e Milano, circa lo svuotamento dei laghi Arvo e Ampollino.
«Non sono previste – prosegue la nota – manovre di abbassamento dei fondali dei laghi, di cui non sarebbe chiara l’utilità, bensì è prevista la sola rimozione del materiale che in oltre 20 anni si è depositato/addossato contro le opere sommerse ed il paramento di monte della diga, per garantire la funzionalità delle opere di captazione (a servizio degli utilizzi plurimi) e di scarico e valutare eventuali interventi al paramento di monte; questi interventi, se necessari, richiederanno successivi svasi poiché il tempo in cui la diga può essere messa fuori servizio (per non inficiare l’accumulo dei volumi d’acqua necessari alla soddisfacimento dei fabbisogni idrici) è limitato; l’Ampollino non è mai stato interessato da attività di movimentazione meccanica del sedimento. In ogni caso l’eventuale trasporto del materiale con camion richiederebbe il transito, durante le ore lavorative, di 1 mezzo ogni 2 minuti con conseguenze ingestibili sul traffico locale e su eventuali attraversamenti di località abitate (questo a prescindere dalle altre problematiche descritte nel Progetto di Gestione, come fango e polvere nelle strade)».
«L’ecosistema spondale – aggiunge A2A – dei laghi Silani non subirà alcun effetto dalle operazioni di svaso essendo gli stessi laghi soggetti già ad un ciclo di invaso/svaso annuale con un’escursione dell’ordine dei 10 m e altresì considerando che la previsione di vuotamento totale è di circa 1 mese ed effettuata nel periodo tardo autunnale; gli interventi saranno attuati in base al Progetto di Gestione definito dal decreto legislativo 152/66 – art. 114 e effettuati secondo il decreto ministeriale 24/6/2004 e Legge salva Italia – art. 43; essendo gli invasi ricompresi entro aree della Rete Natura 2000, l’intervento è stato accompagnato dallo Studio di Incidenza. Su tale documento, sottoposto alla Pubblica Amministrazione competente, si è altresì espresso favorevolmente (con prescrizioni) il Parco Nazionale della Sila; nell’ambito dell’iter di esame dello Studio di Incidenza è stato prodotto uno specifico documento riguardante le segnalazioni di presenza della lontra e le relative azioni di salvaguardia/mitigazione; sono state esperite tutte le previsioni di legge, in merito alla comunicazione e diffusione informativa delle operazioni previste, agli Enti interessati ed, alcuni mesi fa, è stato altresì fatto un apposito specifico incontro presso la sede del Parco Nazionale della Sila;alla riunione, dove erano stati invitati tutti i rappresentanti delle Amministrazioni Pubbliche potenzialmente coinvolte dalle operazioni di svaso dell’Arvo, è stata data un’ampia informativa degli effetti sul lago, sui corsi d’acqua di valle, sull’habitat fluviale e sulla componente biologica (macro e micro fauna) e sono stati presentati gli interventi di salvaguardia ambientale (durante le operazioni) e mitigativi (post-operazioni)».
A2A evidenzia inoltre che «è stato consegnato alla regione Calabria il Piano Operativo delle operazioni (sul quale per l’Arvo è in atto un’apposita conferenza di servizi) e quello dei monitoraggi fisici e biologici; è stato redatto, e consegnato sempre alla regione Calabria e al parco Nazionale della Sila, uno specifico documento sulle problematiche inerenti la fauna ittica del lago Arvo e dei fiumi posti a valle dello sbarramento ed è stato fatto un apposito, e preliminare, incontro con gli Uffici Pesca Provinciali coinvolti e Fipas per valutare le possibili azioni di salvaguardia della fauna ittica e di mitigazione degli effetti dello svaso; gli interventi di manutenzione sono un dovere del gestore, oltre che un obbligo sancito dalla legge, soprattutto per queste opere e per l’importanza che riveste la loro funzione proprio in termini di interesse pubblico, com’è la necessità di assicurare la disponibilità della risorsa idrica per gli utilizzi antropici oltre che di produrre energia elettrica».
«Facciamo notare- continua la multiutility lombarda– inoltre che proprio per soddisfare queste ultime necessità, dagli anni ’20 fino agli anni ’80, è stato realizzato questo sistema molto articolato perché ricomprende, oltre ai laghi Silani, anche il lago del Savuto (le cui acque vengono trasferite al lago Ampollino), gli invasi di Migliarite, di Orichella ed il lago del Passante, (questo posto essenzialmente al servizio dell’acquedotto di Catanzaro). Questi invasi sono già stati interessati, nel periodo 2011 -2012, da 4 analoghe operazioni di vuotamento totale i cui effetti ambientali sono stati monitorati, e documentati nei relativi rapporti inviati alla Pubblica Amministrazione competente, risultando conformi alle previsioni di legge in merito alla reversibilità delle operazioni di fluitazione (DM 24/6/2004)».
«Interventi analoghi a quelli messi in atto in Calabria – conclude la nota – nel periodo 2011-2012, ed a quelli previsti nel periodo 2013-2014, sono stati attuati sugli impianti di A2A localizzati sull’arco alpino (in Lombardia) ed in parte ricompresi nel Parco Nazionale dello Stelvio. Queste operazioni di svaso/fluitazione (eseguite con continuità annuale dal 2006 ad oggi) hanno interessato invasi con capacità d’accumulo paragonabili a quelle degli impianti calabri e corsi d’acqua d’importanza paragonabili al fiume Neto. I relativi monitoraggi biologici hanno evidenziato la compatibilità ambientale della metodologia di fluitazione messa in atto nei termini previsti dal citato Dm, con un completo recupero ambientale che si concretizza dopo alcuni mesi dalle operazioni», conclude la nota di A2A.

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