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A2A, Tarantini: “Dividendi garantiti nel 2012”

Ma sull'ammontare degli stessi è ancora buio. Luce verrà fatta nel vertice della società, in programma il 14 marzo. Mol sopra il miliardo di euro.

 

(red.) I dividendi di A2A per il 2012 sono garantiti. Parola del presidente bresciano del Consiglio di Gestione, Graziano Tarantini. Ma il loro ammontare è ancora tutto da decidere.
Ad alzare il velo sui conti della multiutility dei Comuni di Brescia e Milano ci penserà la riunione fissata per il prossimo 14 marzo.
Tarantini lo ha spiegato ad Economiaweb.it, con un’intervista in cui ha fatto il punto sull’ex municipalizzata bresciana, dopo l’uscita da Edison e la decisione di integrare Edipower.
Il quadro rimane difficile, come dimostrerebbero indiscrezioni sindacali che affermano che l’azienda sarebbe pronta a 400 esuberi, ma sul piatto c’è anche la questione debitoria, la governance e la vicenda del Montenegro.
Secondo Tarantini, il ritorno ad un modello tradizionale di governance della multiutility, cioè abbandonando l’attuale duale, sarebbe preferibile.
Nel piano di investimenti triennale, A2A mette in bilancio 1,2 miliardi di euro, ma c’è anche la voce “debito” che, come confermato dal presidente del Cdg supererà il miliardo di Ebitda.
Sulla questione dividendo, garantendo che ci sarà, resta ‘incertezza invece sul suo ammontare.
“La cedola”, ha spiegato Tarantini a Economiaweb.it, “sarà fissata nell’ambito di un regime più accorto rispetto ai precedenti esercizi. L’idea è di distribuire soltanto l’utile ottenuto tramite l’attività tipica”, con un pay out massimo del 60% al netto delle operazioni straordinarie. Quanto incassato attraverso le dismissioni e che è servito alla riduzione del debito, ha spiegato ancora Trantini, non verrà distribuito.
Nel 2015 l’indebitamento di A2A dovrebbe essere di 3,2 miliardi di euro.
Sulla (spinosa) vicenda del Montenegro, Tarantini ha spiegato di avere avuto “delle perplessità per l’impatto finanziario che l’operazione avrebbe avuto”, rimanendo comunque convinto che si tratti di un investimento valido  sul piano industriale perché A2A in Montenegro ha acquistato il 43 % di una azienda di produzione idroelettrica, una fonte di energia rinnovabile che in Italia non è più possibile sviluppare”.
Il presidente bresciano  ha anche spiegato che Terna ha avviato la costruzione del cavo di interconnessione elettrica tra il Montenegro e l’Italia, funzionante dal 2015. Inoltre, ha concluso il paese balcanico ha presentato richiesta per entrare a fare parte dell’Unione Europea.

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