Impianto ceneri di A2A spostato a Milano?

La struttura sperimentale, prima ipotizzata a Buffalora e quindi a Lamarmora, contro la cui realizzazione sono state raccolte 580 firme, potrebbe venire delocalizzata.

(red.) Questo impianto qua devi metterlo là… Parafrasando una famosa canzone di qualche tempo fa di Francesco Salvi, si potrebbe così inquadrare la vicenda relativa alla struttura sperimentale di trattamento delle polveri fini prodotte dall’inceneritore di A2A, che la multiutility voleva costruire prima a Buffalora e quindi, dopo l’opposizione dei comitati ambientalisti, a Lamarmora. Ma nemmeno quest’ultima dislocazione piace e quindi il destino delle ceneri bresciane potrebbe essere quello di una migrazione in terra milanese.
Questa, almeno, l’ipotesi emersa martedì nel corso della Commissione Ambiente che si è tenuta in Loggia con la presenza del direttore generale dell’area Tecnico operativa di A2A, Paolo Rossetti , il presidente della commissione stessa,  Pierraul Francesconi, l’assessore Paola Vilardi ed il comitato spontaneo “Lamarmora per l’ambiente”, che ha presentato 580 firme raccolte per chiedere di bloccare l’impianto, informare sulla effettiva sostenibilità ecologica e sviluppare politiche energetiche e dei rifiuti basate su riutilizzo e riciclaggio.
Il suddetto impianto, è stato spiegato da Rossetti, occupa meno di 200 metri quadrati,  lavora una tonnellata al giorno delle 40 mila tonnellate annue di polveri fini prodotte dall’inceneritore (l’8 per mille), ed esaurirà la sua attività entro un anno, in base anche ai risultati dei test europei e solo allora si decederà se potrà proseguire i lavori.
Se i risultati saranno positivi, la multiutility non importerà più dalla Germania le 70 mila tonnellate annue di polveri fini prodotte dai suoi inceneritori.
Il comitato spontaneo e il capogruppo Pd in Loggia, Emilio Del Bono, hanno però chiesto lumi sul trasferimento dell’impianto da un previsto capannone a Buffalora , al perimetro del termoutilizzatore. Se non inquina, è questo l’interrogativo, perché traslocarlo?
Un nuovo vertice della commissione è previsto per martedì prossimo, durante il quale verrà deciso se archiviare o meno la petizione presentata dal comitato ambientalista.

 

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