A2A, la revoca a Renzo Capra? “Illegittima”

Il tribunale di Brescia ha accolto il ricorso del manager destituito dalla presidenza del Cds della multiuitliy nel 2009. Dovrà essere risarcito con un milione di euro.

(red.) La revoca di Renzo Capra dalla presidenza del Consiglio di Sorveglianza di A2A? Illecita secondo il tribunale di Brescia che, come riporta l’edizione odierna del Corriere della Sera, ha bocciato il sistema di elezione applicato dalla multituility.
E Capra, ex patron del teleriscaldamento e di Asm, la municipalizzata bresciana, poi confluita con Aem di Milano nella nuova azienda energetica, deve essere risarcito per la revoca “senza giusta causa” con un milione di euro. La sentenza è stata depositata mercoledì e prende le mosse dal ricorso presentato dal manager 83enne, sull’esito dello spoil system dell’assemblea datata 29 maggio 2009.
Il giudice Gianni Sabbadini (sezione commerciale del Tribunale) ha rilevato che, riporta sempre il quotidiano di via Solferino, trattandosi “di una società per azioni quotata in Borsa (e che quindi fa ricorso al mercato ed ai risparmiatori) e non di organismo politico, deve escludersi che il cambio di maggioranza politica nel governo dell’ente pubblico socio possa, di per sé, giustificare la revoca degli amministratori se non vengono indicati fatti o atti ben precisi imputabili agli amministratori revocandi”.
Insomma, la motivazione politica alla base delle revoca dell’incarico a Capra risulta dunque inammissibile, spiega il giudice, “per motivi latamente politici, posto che ciò introdurrebbe un controllo di tipo politico (secondo una procedura tipica dei cessati regimi ad economia socialista) su soggetti economici di diritto privato che operano nel mercato”, così da verificarsi un “evidente contrasto con il fondamentale principio costituzionale di libertà di iniziativa economica sancito dall’articolo 41 della Costituzione”.
La sentenza potrebbe ora aprire la strada ad altre azioni analoghe da parte di esponenti del consiglio di Sorveglianza nominati dalla Giunta di Paolo Corsini e  che vennero “rimossi” al cambio di bandiere politica in Loggia con l’arrivo della’amministrazione Paroli, targata centrodestra.
A Capra, oltre al risarcimento da un milione di euro vanno anche 1.685 euro per le spese legate alla causa e 25mila euro per compensi di legge.

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