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“Più fornitori bresciani, no a polemiche politiche”

Nella riunione convocata dal comitato di territorio di A2A l'appello alle aziende bresciane ad investire nella utility. Tarantini: "Basta speculazioni, più meritocrazia".

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(red.) Aumentare il numero e la tipologia dei fornitori del gruppo A2A, soprattutto di quelli bresciani.
Questo l’obiettivo che la multiutility lombarda si è prefissata per l’immediato futuro. A parlarne alle associazioni di categoria, venerdì nella sede dell’azienda, il presidente del comitato territorio della società, il consigliere di sorveglianza Enrico Mattinzoli, alla presenza del presidente del consiglio di gestione, Graziano Tarantini, del vicepresidente della sorveglianza, Fausto Di Mezza,e il dg Paolo Rossetti.
Ogni anno A2A riesce a coinvolgere fornitori per un valore di 500 milioni di euro. Il 65% di questi è lombardo e l’obiettivo prefissato dal comitato di territorio è quello di mostrare le potenzialità degli investimenti nella utility.
Tra le novità indicate da Mattinzoli l’indicazione, da parte delle associazioni di categoria, dei nominativi di funzionari interni scelti e formati per dialogare direttamente con A2A, così da poter essere iscritti nell’elenco dei fornitori.
Tarantini ha poi illustrato le linee del piano industriale del gruppo, sottolineando in particolar modo che ciò che interessa realmente alla società sono le risposte sul piano del mercato e non, invece, le polemiche di tipo politico.
Il presidente del Cds ha anche voluto sottolineare come verrà data maggiore evidenza alla meritocrazia in azienda suggerendo alla politica (e agli azionisti) di evitare conflitti che danneggiano l’azienda stessa.
Tarantini ha poi rimarcato gli obiettivi del piano industriale di A2A: riduzione del debito, incremento della produttività e una politica di investimenti e dividendi.

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