A2A: “Iren? no fusioni, ok accordi partnership”

Per il Presidente del Cdg Graziano Tarantini "fare le fusioni di due socieà, in questo momento, non ha senso". Giovedì la Loggia decide sulle linee dettate dai Consigli.

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(red.) “No a fusioni ma accordi di partnership per creare valore”. Lo ha detto a Focus economia su Radio 24 intervistato da Sebastiano Barisoni, il Presidente del Consiglio di gestione di A2A, il bresciano Graziano Tarantini.
“Oggi, fare le fusioni di due socieà, in questo momento, non ha senso. Mentre è piu utile trovare sinergie comuni”. “Se ci sono ipotesi partecipative di asset industriali che portano valore in termini di percentuale”, ha continuato Tarantini, “le vogliamo. Noi oggi dobbiamo essere efficienti e”, ha concluso, “credo che nemmeno Iren o altre società siano ormai interessati ad operazioni cosiddette a freddo dove si prendono le scatole sopra e si mettono insieme”.
“Si possono valutare operazioni sulle singole filiere per vedere si ci possono essere sinergie e non sovrapposizioni e soprattutto ci siano ipotesi di valorizzazione vera attraverso integrazioni perchè abbiamo territori diversi coperti in maniera diversa. Noi non ci chiudiamo”, ha conlcuso Tarantini, rispetto a queste prospettive.”
Intanto, giovedì, a Brescia, si riunisce la commissione partecipate per valutare le linee dettate dai Consigli di Gestione e Sorveglianza guidati da Graziano Tarantini e Pippo Ranci.
L’esito del parere della Loggia non è scontato soprattutto perchè nella mozione votata dalla maggioranza si chiedeva “un polo industriale autonomo dell´ambiente e del territorio ed uno dell´energia”. Rispettivamente a Milano e a Brescia. Ma Tarantini ha già fatto capire che la collocazione nella nostra città di tale polo ambientale costituisce un “falso problema”. Non così, invece, per l’amministrazione bresciana che lo ritiene un punto fermo.

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