Tabacci: “A2A, serve socio come Cdp”

L'assessore milanese al Bilancio ha ribdito che la utility deve scendere sotto il 50% in Edipower e vuole aprire un focus sulla vicenda del Montenegro.

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(red.) L’obiettivo di A2A deve essere quello di scendere sotto il 50% in Edipower per sottrarsi all’obbligo di consolidamento, magari facendo entrare un nuovo socio come la Cassa Depositi e Prestiti: è il pensiero dell’assessore al Bilancio del Comune di Milano Bruno Tabacci.
A margine di un incontro, Tabacci ha sottolineato come ”bisogna non consolidare. Bisogna scendere nella partecipazione in Edipower. Bisogna fare entrare un nuovo socio, la Cdp, che consenta ad A2a di scendere nella partecipazione che la obbliga a consolidare”.
Per l’assessore poi serve ”intervenire sul debito” da 5 miliardi di euro della multiutility (”perchè ci troviamo sul groppone i 3,9 di A2a sommati all’1,1 di Edipower”, ha ricordato) che è ”così rilevante da schiacciare la possibilità di costruire una politica atta a produrre dividendi”.
E anche ”sulla questione del Montenegro vedo che si addensano nubi. Su quella vicenda avevamo manifestato preoccupazione e i nuovi amministratori ci dedicheranno particolare attenzione”.
Infine, Tabacci ha elogiato il taglio operato agli stipendi dei consiglieri del Consiglio di gestione. ”Avevo fatto presente che i consiglieri erano troppi e prendevano troppo”, ha detto. ”Non si è ridotto il numero di consiglieri però hanno ridotto di oltre il 30% gli emolumenti con lo stesso risultato. Dal mio punto di vista”, ha concluso, “le indicazioni che erano state date trovano una conferma e lasciano intendere che ci sarà una amministrazione molto attenta”.

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