“A2A, controllo esclusivo su Edipower”

La relazione dell'Antitrust sull'acquisizione della società da parte di Delmi, la cordata italiana guidata dalla ex municipalizzata, svela dettagli inediti dell'operazione.

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(red.) Un controllo “esclusivo” su Edipower. La relazione con cui l’Antitrust sdogana l’acquisizione di Edipower da parte di Delmi, la cordata italiana guidata da A2A (la multituitlity dei comuni di Brescia e di Milano), alza il velo su alcuni dettagli inediti dell’operazione che comunque darà vita al secondo operatore energetico italiano.
La governance, riferisce l’Antitrust, prevede che l’utility lombarda, che sarà socio di controllo con il 56% contro il 21% di Iren, possa deliberare in cda (composto da 11 membri di cui 6 di A2A, due di Iren, uno a testa per Sel e Dolomiti Energia e uno per le banche) decisioni riguardanti “indirizzi strategici” e investimenti fino a 120 milioni senza l’appoggio della stessa Iren (ma con quello dei soci minori perchè serviranno rispettivamente nove e otto voti favorevoli).
Iren, con cui il dibattito sulla governance era stato molto serrato, avrà invece il veto su investimenti superiori a 120 milioni: uno scenario che l’Antitrust definisce comunque improbabile per i prossimi anni considerato che le centrali non hanno bisogno di ammodernamenti. Inoltre, per quanto riguarda gli impianti di Brindisi e San Filippo (in Sicilia), i più critici dal punto di vista delle ristrutturazioni necessarie, A2A potrà prendere decisioni strategiche senza maggioranze qualificate salvo poi rilevare le stesse centrali.
Altro punto centrale sono i contratti di tolling (l’affitto delle centrali Edipower) senza i quali, sottolinea l’Antitrust il riassetto Edison non si sarebbe realizzato perchè “i soci minori di Delmi (Sel, Dolomiti Energia e le banche) non avrebbero partecipato finanziariamente all’operazione, nè sarebbe stato possibile trovare un finanziamento per rimborsare i debiti di Edipower” verso Edison e Alpiq.
Il tolling verrà effettuato, nei prossimi 5-10 anni, sulle quattro centrali a ciclo combinato (a gas) e sulle due centrali idroelettriche più grosse (Mese e Udine) e verrà suddiviso, in base alle partecipazioni in Edipower, tra A2A e Iren. La prima si farà carico anche delle quote di Sel e Dolomiti Energia, mentre le quote delle banche verranno ulteriormente suddivise in modo proporzionale tra A2A e Iren.

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