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A2A: emolumenti ridotti, resta il duale

Taglio agli stipendi dei 23 dirigenti del Consiglio di gestione e di sorveglianza. Nell'ultimo triennio sono costati alla multiutility 19 milioni di euro. Paroli: "Serve sobrietà".

(red.) Si prospetta una cura dimagrante per gli stipendi dei 23 consiglieri di A2A, 15 nel consiglio di sorveglianza e otto nel consiglio di gestione.
Giuliano Pisapia e Adriano Paroli, sindaci di Brescia e Milano, Comuni azionisti di A2A, hanno convenuto, in un momento di crisi, sulla necessità di tagliare gli emolumenti dei consiglieri, costati, nell’ultimo triennio (incluse le retribuzioni dei direttori generali) circa 19 milioni di euro.
”Il sistema duale deve durare ma in prospettiva dobbiamo trovare il modo di far risparmiare la società su spese che riteniamo eccessive. Daremo indicazioni che ci dovra’ essere maggiore sobrieta’ negli emolumenti” ha detto Pisapia.
All’incontro di venerdì, a cui ne seguiranno altri, hanno partecipato anche i direttori generali dei due Comuni, Davide Corritore per Milano e Alessandro Triboldi per Brescia, nonchè il presidente del consiglio di gestione di A2A, Giuseppe Sala.
I sindaci, che hanno definito il vertice ”estremamente positivo”, hanno parlato di ”condivisione sulla necessità di rilanciare e valorizzare A2A”, che attraversa una fase difficile (il titolo è ai minimi e il dividendo è stato drasticamente ridotto) a causa della necessità di digerire Edipower e il suo debito (1,1 miliardi), ereditato dal riassetto di Edison, e per le perdite della controllata montenegrina Epcg.
Bocche cucite, da parte dei primi cittadini sui temi più caldi, come la definizione della mission industriale (Brescia vuole separare le attività energetiche e riservarsi quelle ambientali mentre Milano punta sull’ingresso di nuovi soci in Edipower) nè sui nomi che andranno a comporre i nuovi consigli, in scadenza con l’assemblea del 29 maggio (si parla di un trasferimento di Graziano Tarantini alla presidenza del consiglio di gestione mentre per la sorveglianza circolano i nomi di Pippo Ranci e Enrico Corali).
“Al momento”, ha detto Giuliano Pisapia, al termine dell’appuntamento, “il sistema duale deve continuare anche perchè c’è un bando in corso, ma in prospettiva”, ha aggiunto, “dovremo trovare il modo per far risparmiare la società”.
“Ci vuole sobrietà, agiremo sugli emolumenti dei consiglieri invece che sul loro numero mentre per cambiare il duale ci vorrà ancora tempo”, ha aggiunto Pisapia. Paroli ha invece chiarito come questo sia il “primo” di una serie di incontri in cui affronteremo un lavoro particolare legato al rinnovo dei consigli di A2a e alla mission della società. Secondo il sindaco di Brescia il vertice è stato “produttivo” anche perche’ “è doveroso valorizzare e rilanciare ulteriormente A2A”.
Oltre alla nuova governance (i tempi dell’assemblea sono troppo stretti per rivedere il duale, compito che sarà probabilmente affidato al nuovo consiglio), il rilancio di A2A passa anche dalla chiusura del riassetto Edison, rallentata dal verdetto della Consob sul prezzo dell’opa che Edf dovrà pagare alle minoranze di Foro Buonaparte. Venerdì c’è stato un incontro, definito interlocutorio, da parte dei rappresentanti del gruppo francese con i tecnici della Consob, che resta ferma sulla sua decisione di alzare da 0,84 a 0,89 euro il prezzo dell’opa.
L’attenzione si sposta ora sul consiglio di Edison di lunedì chiamato ad analizzare il verdetto. I francesi tengono le carte coperte sulle loro mosse ma appare improbabile che possano far saltare il tavolo. Possibile, però, che chiedano a Delmi, holding dei soci italiani, di contribuire in qualche modo agli extra costi (circa 55 milioni di euro) causati dalla decisione della Consob. L’interesse di italiani e francesi è comunque quello di chiudere il prima possibile l’infelice matrimonio in Edison.

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