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A2A: “Quale accordo con il Montenegro?”

Lo chiede il consigliere dell'Idv in Loggia Alfredo Cosentini in un'interrogazione al sindaco. L'esistenza di tale intesa sarebbe stata negata anche da Tarantini.

(red.) Il consigliere comunale dell’Italia dei valori Alfredo Consentini ha presentato una interrogazione a risposta scritta al sindaco di Brescia Adriano Paroli in  merito all’ “accordo segreto dell’operazione di A2a con il Governo del Montenegro”.
Il consigliere d’opposizione in Loggia chiede al primo cittadino, così come al presidente della Sorveglianza della multiutility, se fosse a conoscenza della stipula di questo accordo così come risulterebbe anche da un articolo apparso lo scorso 7 ottobre sul Fatto quotidiano a firma di Enrico Fierro e Leonardo Piccini, che indicava la presenza di un protocollo segreto tra A2a ed Epcg, accordo che, secondo il giornale, avrebbe dovuto essere portato a conoscenza degli azionisti di A2a e dei comuni di Brescia e Milano “che nell’operazione hanno investito più di 480milioni di euro”.
Cosentini, nella sua interrogazione a Paroli riferisce che, “durante la riunione della Commissione Consiliare sulle Partecipate, svoltasi il 6 ottobre a porte aperte e con la presenza di numerosi giornalisti attratti dalla annunciata audizione del presidente del Consiglio di Sorveglianza A2a Tarantini sulla vicenda Edf/Edison e sulla oscura vicenda A2a/Montenegro”, alla sua specifica domanda “esiste un accordo segreto con il governo del Montenegro?” Tarantini avrebbe risposto di non esserne al corrente affermando addirittura che tale intesa segreta non esiste.
“Il giorno dopo, con grande stupore”, prosegue l’esponente dell ‘Idv, “leggo sul Fatto Quotidiano, nelle lettere dell’edizione cartacea, una precisazione dell’ufficio stampa di A2a che conferma l’esistenza di un protocollo segreto che sta subendo modifiche e che per il momento rimane secretato, alla faccia della totale trasparenza delle società quotate in Borsa”.
Cosentini chiede di sapere dal sindaco Paroli “come si giustifica l’assunzione da parte di A2a di circa 3mila dipedenti montenegrini (in aggiunta ai 9mila italiani) se la stessa è, e rimarrà, come ha affermato in agosto il nuovo Governo del Montenegro, socio di minoranza della Epgc montenegrina”  e “di sapere che azioni intende avviare a tutela degli interessi della città di Brescia nei confronti di tutti coloro che hanno realizzato e coperto una operazione definita sui media “opaca e pericolosa” e con costi esorbitanti per A2a”.
Nella lettera inviata dalla multiutility al quotidiano viene precisato che “il contratto riguardante Epcg, firmato da A2a e dal Governo del Montenegro a conclusione del procedimento di gara internazionale svolto dal Governo del Montenegro nel 2009, non è finora stato reso pubblico perché, al di là dei normali principi di riservatezza ai quali A2a si attiene per tutti i contratti importanti, in questo caso specifico sono in corso discussioni con il Governo del Montenegro riguardo ad alcuni emendamenti al contratto stesso, volti a migliorare gestione operativa e lo sviluppo di Epcg e del settore dell’energia elettrica in Montenegro”, ritenendo “più opportuno “, scrive la multiutility, “rimandare la decisione sull’eventuale pubblicazione del contratto al momento dell’implementazione di tali emendamenti”.

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