“I Parcheggi scambiatori valgono 12 milioni”

Le soste garantirebbero un maggior numero di passeggeri. C'è poi la rinegoziazione del rimborso chilometrico. Pd: "Rischiamo di perdere oltre 12 milioni".

(p.f.) Dodici milioni di euro: tanto Brescia rischia di non introitare dalla metropolitana a causa della mancanza dei parcheggi scambiatori. A questa cifra, si devono aggiungere dai 7 agli 8 milioni che si perdono per la mancata rinegoziazione dei rimborsi chilometrici con la Regione.
Queste le due principali accuse che il Pd muove alla giunta guidata da Adriano Paroli sul fronte metrobus: questioni non di secondo rilievo, perché rischiano di affossare le potenzialità del metrobus. Primo capitolo, dunque, la questione parcheggi. “Nelle opere complementari”, ha spiegato Federico Manzoni, “questo investimento è stato ridotto rispetto alle previsioni iniziali. Sotto l’aspetto quantitativo, i posti sono meno. A livello qualitativo, si è passati dai parcheggi in struttura a quelli a raso, quindi peggiorativi. Terzo, l’avvio  della metropolitana non coinciderà neanche con l’avvio dei parcheggi scambiatori”.
Il piano originario del 2004 prevedeva, oltre ai 4 parcheggi esistenti sull’asse della metro (Fossa Bagni, Ospedale, Brescia 2 e Stazione per un totale di 2.800 posti) altri 6 parcheggi a Nord Prealpino (1200 posti), Casazza (400) Kossuth (300), Lamarmora (500), Poliambulanza (1200), Sant’Eufemia (1400). “Numeri”, ha spiegato Giorgio Schiffer, all’epoca amministatore delegato di Brescia Mobilità, chiamato dal Pd a dare un contributo alla stesura del programma, “che derivavano da uno studio puntuale degli ingressi dei veicoli in città. Oggi, si è ridotto il numero di parcheggi dai 5000 ai 1400, senza un piano che motivasse questa riduzione”.
O meglio, il motivo addotto dal Comune è sempre stata la mancanza di risorse. “Ma i numeri”, ha aggiunto Schiffer, “danno l’idea dell’importanza dei parcheggi scambiatori e della drammaticità di non averli realizzati in tempo. Fermare o non fermare 10mila auto, come avevamo previsto, significa incassare o perdere fino a 12 milioni di euro”. Vediamo perchè: posto che su ogni macchina viaggino 1,5 persone, sono 15mila viaggiatori che in andata e ritorno sarebbero 30mila. Contando che la domenica o nei mesi estivi non ci sia nessuno, fanno 9milioni di passeggeri. Mettendo una tariffa di andata e ritorno a 2 euro e i 1 euro al giorno per il parcheggio, si ottengono i 12 milioni.
“Soldi che non entreranno”, ha sottolienato Schiffer, “si perdono così incassi, ma soprattutto l’immagine del servizio assume una connotazione negativa che si potrà modificare solo nel tempo e con grande difficoltà”.
Altro appuntamento mancato, secondo i Democratici, è la non costituzione dell’Agenzia di Trasporto, prevista dalla legge regionale di marzo 2012, che avrebbe dovuto bandire una gara per la pianificazione della mobilità e l’integrazione ferro-gomma.
“Si nota, in questo caso, l’assenza della politica”, ha proseguito Schiffer, “perchè Comune e Provincia non sono riusciti a mettersi d’accordo. La Provincia ha tirato in ballo la spending review, ma è solo un alibi”. Con l’Agenzia ancora tutta da fare, si rischiano di perdere un anno o due, che potrebbero essere essenziali per la metro. “Abbiamo calcolato poi”, ha aggiunto Schiffer, “che al trasporto urbano, per poter fare servizio di adduzione al metro, mancano 4 o 5 milioni. Se vogliamo far viaggiare la metro fino a mezzanotte, visto che i vagoni sono driver-less, non possiamo pensare che i bus si fermino alle 20. Dove si trovano questi soldi? Un po’ da quei 12 milioni annui che arriverebbero con i parcheggi scambiatori, un po’ dai rimborsi chilometrici”.
E proprio i rimborsi, che vengono erogati dalla Regione sulla base del numero di persone trasportate dai mezzi pubblico, sarebbero l’altro grosso neo della gestione Paroli della metro. Milano riceve un rimborsi di 12 euro a km, Bergamo per il tram prende 5 euro. Brescia, per la metro, riceverà la stessa cifra di quanto prende ora per il trasporto su gomma, ovvero, 1,5 euro. “Possibile”, ha incalzato il candidato sindaco Emilio Del Bono, “che in cinque anni Paroli non sia riuscito a rinegoziare, con il suo amico Formigoni, il rimborso chilometrico, per chiedere per la metro di  Brescia almeno la stessa cifra che arriva a Bergamo per il tram?”.
Del Bono ha ricordato che il candidato al Pirellone del centrosinistra, Umberto Ambrosoli, si è assunto la responsabilità a ricontrattare con Brescia il corrispettivo, arrivando almeno al pari di Bergamo. Lo stesso impegno se lo assumerà Del Bono in caso di vittoria alle amministrative. “Significherebbe per noi avere altri 7 o 8 milioni di euro, che, sommati alle risorse dei parcheggi, farebbero 16 milioni in più all’anno per la mobilità. E’ assurdo pensare che il sindaco faccia pressione su Brescia Mobilità per accendere un mutuo per fare il parcheggio sotto al castello e si dimentichi dei parcheggi scambiatori, che darebbero un ritorno decisamente superiore”.

 

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