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Maltempo, via alla conta dei danni: fino a 3 milioni

Già stasera il prefetto di Brescia Visconti invierà a Regione la richiesta dello stato calamità da presentare al Governo. Il Garda si conferma più colpito.

(red.) Quella di ieri, lunedì 6 maggio, è stata per fortuna una giornata tranquilla dal punto di vista meteorologico, ma dedicata alla conta dei danni per quanto avvenuto nelle 24 ore precedenti, quelle di domenica 5. A dominare e a provocare ingenti danni sono state le raffiche di vento fino a 130 km orari e che hanno indotto i maggiori problemi sul lago di Garda, lungo la sponda bresciana. Il Gruppo Volontari del Garda parla di una trentina di interventi condotti a Salò, Manerba, San Felice del Benaco, Soiano, Padenghe, Moniga, Toscolano Maderno e Sirmione, mentre il nucleo sommozzatori si è mosso per recuperare undici barche tra Desenzano, Rivoltella, San Felice e Peschiera e allontanate dopo la rottura degli ormeggi. Nel frattempo, proprio per quanto riguarda il Garda è già scoppiata una polemica sui livelli del lago ritenuti troppo alti rispetto al periodo.

Domenica, durante il maltempo, si è deciso per l’apertura totale dei deflussi verso la provincia di Mantova e nel Mincio. Su questo fronte è stato annunciato un incontro dopo le elezioni del 26 maggio per affrontare la questione. “Il Garda non deve essere un serbatoio da riempire e svuotare a seconda delle esigenze degli utilizzatori – hanno detto da più parti – deve essere rivisto l’uso agricolo delle acque, anche alla luce della preziosità della risorsa idrica gardesana: servono colture meno idrovore, risparmio nell’irrigazione e la creazione di bacini di raccolta delle acque da utilizzare in caso di siccità”. Di certo, proprio a proposito del Garda, Desenzano è stato il paese più colpito ed è stato sospeso il mercato settimanale per mettere in sicurezza il lungolago. Altri interventi devono essere effettuati sulla passeggiata, inaugurata solo nel 2016, ma già danneggiata e che probabilmente sarà rifatta da zero.

Alla conta dei danni si è aggiunta anche la Valcamonica dove ieri mattina, lunedì all’alba, si è verificata una frana sulla strada tra Ossimo e Lozio, dopo Creelone. Decine di metri cubi di materiale sono scesi dalla parete rocciosa e invaso la strada e per fortuna in quel momento non stava transitando nessuno. Il sindaco Cristian Farisè, dopo l’aiuto di escavatori e camion per rimuovere il materiale, ha disposto la chiusura della strada per motivi di sicurezza. E quindi per raggiungere Lozio bisogna percorrere la provinciale da Malegno. E il maltempo di domenica ha provocato anche un ferito a Lonato del Garda. Intorno alle 7,30 il titolare di una stalla stava per infilare un’asta in un binario quando è stato colpito dallo stesso oggetto a causa del vento. Colpito al volto, ha riportato un’emorragia cerebrale ed è stato condotto all’ospedale Civile di Brescia per essere sottoposto a un intervento chirurgico ed è in prognosi riservata in terapia intensiva. Sull’altro lato si stanno guardando anche ai danni provocati dal vento.

Anche sulle imprese agricole, tanto che Confagricoltura Brescia parla di problemi per le strutture zootecniche, un allevamento suinicolo scoperchiato e da verificare solo nei prossimi giorni se il repentino calo delle temperature abbia provocato danni alle colture. Nel frattempo la prefettura di Brescia si è già messa al lavoro chiamando Lonato, Desenzano, Padenghe, Sirmione, Gardone Riviera e Salò tra i più colpiti dai danni e per chiedere di quantificarli. Al momento si parla fino a 2 milioni di euro, ma si dovranno aggiungere anche le segnalazioni degli agricoltori che potrebbero arrivare fino a un milione di euro. A livello singolo, Sirmione e Desenzano pensano in mezzo milione ciascuno, Lonato per 200 mila euro, Padenghe per 150 mila e Salò con 82 mila euro. Il prefetto ha già avvisato che partirà in modo immediato la richiesta di stato di calamità da presentare alla Regione Lombardia e al Governo, mentre l’assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi ha annunciato che venerdì 10 maggio farà visita alle zone più colpite.

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