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Scipione non dà tregua: ancora caldo e afa

E a Brescia la colonnina di mercurio tra mercoledì e giovedì raggiungerà l'apice della sua intensità, con punte possibili fino ai 40 gradi nell'area urbana.

(red.) Scipione continuerà a infuocare l’Italia anche nei prossimi giorni. E a Brescia la colonnina di mercurio tra mercoledì e giovedì raggiungerà l’apice della sua intensità, con punte di 40 gradi, previste in alcune zone della pianura Padana e nell’entroterra di Puglia e Sardegna.
Da sabato, invece, lieve sollievo dall’afa e temperature che si avviano verso la media stagionale. Sono le previsioni di Antonio Sanò, direttore del www.IlMeteo.it, che ha ribattezzato l’anticiclone sahariano – che da lunedì scorso ha investito l’Europa orientale e il Mediterraneo portando aria calda su un’area di oltre 4mila chilometri – con il nome del condottiero romano che proprio nei deserti africani sconfisse Annibale.
“Sarà proprio la nostra penisola la nazione d’Europa più colpita dall’afa: farà più caldo in Italia che in Spagna o in Grecia”, gli fa eco il meteorologo di 3bmeteo.com Sergio Brivio che sottolinea come di “ondate calde di questa portata in giugno si verificano mediamente ogni uno o due anni”.
Secondo il ministero della salute non siamo ancora in situazioni di allerta tale da giustificare precauzioni straordinarie rispetto alle consuetudini mediterranee che con il caldo hanno piena dimestichezza: bere molto, evitando alcolici e possibilmente bevande con zucchero, mangiare frutta fresca , agrumi, fragole , meloni e verdura colorate che proteggono dai danni provocati dall’ozono. Sconsigliato – si legge sul vademecum pubblicato sul sito del Ministero – l’uscita a bambini molti piccoli, anziani e persone non autosufficienti durante la fascia oraria della 11 alle 18.
Indossare abiti comodi e leggeri, possibilmente proteggere la testa dal sole con un cappello di colore chiaro e gli occhi con occhiali da sole. Alcune condizioni abitative (es. scarsa ventilazione, assenza di aria condizionata) possono causare disagio ed effetti dannosi sulla salute delle persone più a rischio.
Questo è vero particolarmente nelle grandi città dove, per una serie di caratteristiche (superfici asfaltate, cemento degli edifici, scarsità di copertura vegetale), la temperatura, sia in estate che in inverno, è più alta rispetto alle zone rurali vicine. Gli effetti del caldo possono inoltre essere più gravi per la presenza di elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici, si legge ancora sul sul sito del ministero della Salute. L’Asl di Brescia ha già pronto un piano in caso di emergenza.

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