Brescia dà l’addio ad Alberto Pesce, storico critico cinematografico
Aveva 102 anni ed era una delle firme più autorevoli del giornalismo culturale bresciano. Nel 2024 aveva donato alla Queriniana la sua biblioteca di quattromila volumi dedicati al cinema.
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Brescia. Brescia perde una delle figure più autorevoli del giornalismo culturale. È morto nella notte tra il 4 e il 5 agosto Alberto Pesce, storico critico cinematografico del Giornale di Brescia, che aveva compiuto 102 anni lo scorso mese.
Nato a Pieve di Cadore nel 1924, Pesce si trasferì a Brescia dopo la laurea, città alla quale rimase profondamente legato sia dal punto di vista personale sia professionale. La sua attività di critico iniziò nel 1949, quando seguì per la prima volta la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, esperienza che segnò l’avvio di una carriera destinata a durare oltre mezzo secolo.
L’ingresso al Giornale di Brescia arrivò nel 1960, su iniziativa dell’allora direttore Vincenzo Cecchini. Da quel momento Pesce divenne una delle firme di riferimento per la critica cinematografica, raccontando con rigore, competenza e indipendenza le principali rassegne internazionali e l’evoluzione del grande schermo. Nel corso della sua carriera collaborò anche con numerose riviste specializzate, distinguendosi per uno stile capace di coniugare approfondimento e immediatezza.
Autore di diversi saggi dedicati al cinema, nel volume Dalla provincia con amore. Confidenze di un critico ripercorse la propria esperienza professionale e il rapporto tra critica, censura e giornalismo culturale. Tra i registi che più ammirava figuravano Federico Fellini, Carl Theodor Dreyer, Ingmar Bergman, oltre a Pier Paolo Pasolini ed Ermanno Olmi.
Nel 2024, in occasione del centesimo compleanno, aveva scelto di donare alla Biblioteca Queriniana la propria collezione di circa quattromila libri, riviste e materiali cinematografici, uno dei più importanti fondi bibliografici dedicati al cinema conservati a Brescia.
Cordoglio è stato espresso anche dalla sindaca Laura Castelletti e dalla Giunta comunale. «Brescia perde una delle sue intelligenze più raffinate e uno degli osservatori più lucidi della cultura del Novecento e del nostro tempo», ha dichiarato la prima cittadina, ricordando come Pesce abbia accompagnato «per oltre settant’anni, attraverso le pagine del Giornale di Brescia, generazioni di lettori nella scoperta del cinema, insegnando che una recensione non è un semplice giudizio, ma uno strumento per comprendere un’opera, il suo contesto e, in fondo, anche noi stessi».
La sindaca ha sottolineato il profondo legame del critico con la città, unito alla capacità di confrontarsi con il grande cinema internazionale «senza mai rinunciare alla propria autonomia di giudizio», definendo questa libertà intellettuale «una lezione preziosa». Ha inoltre ricordato il contributo offerto da Pesce alla vita culturale bresciana, sia attraverso la sua attività di insegnante e preside, sia per il rapporto costruito negli anni con il Nuovo Eden, di cui è stato amico e punto di riferimento.
Infine, Castelletti ha richiamato il valore della donazione alla Biblioteca Queriniana di oltre quattromila volumi dedicati al cinema, «un patrimonio che continuerà a vivere e a formare nuovi lettori, studiosi e appassionati». A nome dell’Amministrazione comunale ha quindi espresso vicinanza ai familiari e agli amici, ricordando che l’eredità lasciata da Alberto Pesce «non è fatta soltanto di pagine memorabili, ma di un metodo: guardare il mondo con curiosità, profondità e spirito critico».
La camera ardente è stata allestita nell’abitazione di via Barbisona, in città. I funerali saranno celebrati venerdì 7 agosto alle 10 nella chiesa parrocchiale di San Bernardo.








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