Addio a Mirko Lombardi, storico esponente della sinistra bresciana

È morto a 76 anni l’architetto e amministratore che ha attraversato oltre quarant’anni di politica locale. Dalle battaglie per la casa e l’ambiente agli ultimi impegni civici, ha sempre difeso il territorio e il bene comune.

Brescia. Brescia perde una delle figure più riconoscibili della sua sinistra. È morto a 76 anni Marco “Mirko” Lombardi, politico, architetto e amministratore che per oltre quarant’anni ha rappresentato un punto di riferimento per il mondo progressista bresciano.
Dopo una lunga malattia affrontata con discrezione e determinazione, si chiude il percorso di un uomo che ha dedicato gran parte della propria vita alla difesa dei diritti sociali, del lavoro, della casa e della tutela del territorio.
Negli ultimi anni il suo nome era tornato spesso al centro del dibattito cittadino per le battaglie urbanistiche e ambientali condotte con grande determinazione: dall’attenzione per il caso Caffaro alla forte opposizione alla demolizione della Torre Tintoretto, tema sul quale aveva portato avanti una lunga e approfondita attività di analisi degli atti e delle scelte amministrative.
Laureato in Architettura all’Università di Firenze nel 1976 con il massimo dei voti e la lode, Lombardi iniziò il proprio percorso professionale come tecnico comunale a Lonato, per poi dedicarsi alla libera professione.
Il suo impegno sociale lo portò presto nel sindacato: nel 1983 fu tra i fondatori del Sunia-Cgil di Brescia, il sindacato degli inquilini, esperienza che segnò l’inizio di un lungo percorso politico.
Entrato nella segreteria provinciale del Pci bresciano nel 1986, si occupò soprattutto di casa, urbanistica, ambiente e lavoro, temi che sarebbero rimasti il filo conduttore della sua attività pubblica.
Dal 1985 al 1995 fu consigliere comunale a Brescia, prima nelle file del Partito comunista italiano e successivamente con Rifondazione Comunista. Del partito divenne anche dirigente nazionale, continuando a seguire le questioni legate alle politiche abitative e alla pianificazione urbana.
Tra il 1995 e il 2005 ricoprì il ruolo di consigliere regionale in Lombardia. Successivamente fu tra i fondatori nazionali di Sinistra Ecologia Libertà e segretario cittadino del movimento a Brescia.
Anche dopo la pensione, arrivata nel 2011, Lombardi non aveva abbandonato l’impegno pubblico. Fino al 2014 aveva fatto parte del consiglio di amministrazione dell’Aler di Brescia, continuando a occuparsi di edilizia residenziale pubblica.
Accanto alla politica aveva coltivato una profonda passione per la ricerca scientifica. Si era avvicinato alla paleoantropologia frequentando la Scuola di Paleoantropologia dell’Università di Perugia e partecipando alle campagne annuali di scavo nella Gola di Olduvai, in Tanzania, uno dei luoghi più importanti per lo studio dell’evoluzione umana.
Era inoltre socio fondatore e tesoriere dell’associazione culturale “Ripensare il Mondo”, impegnata nella promozione di incontri e approfondimenti su temi scientifici e umanistici.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona rigorosa, curiosa e appassionata, capace di sostenere le proprie idee con fermezza ma sempre attraverso il confronto. Un tratto che ha accompagnato tutta la sua vita: dal sindacato alle istituzioni, fino alle ultime battaglie civiche per la sua Brescia.
La Fondazione Luigi Micheletti, per cui Lombardi era membro del Consiglio di Amministrazione, ne piange la scomparsa: “Prima di approdare a questo suo ultimo impegno pubblico, Mirko ha segnato profondamente per quasi cinquant’anni la vita politica e culturale bresciana, ma anche regionale e nazionale, sempre schierato dalla parte dei lavoratori e di chi soffre le ingiurie di un sistema economico troppo asservito al profitto, gli esclusi ma anche l’ambiente naturale. Ci impegneremo a realizzare come Fondazione, nei prossimi mesi un momento di riflessione pubblica sulla sua figura”.
Anche il presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, esprime cordoglio per la sua scomparsa: “È stato un amministratore competente, con una conoscenza approfondita dei temi urbanistici e ambientali, e un interlocutore sempre attento alle dinamiche della città e della provincia. Pur provenendo da esperienze politiche diverse, riconosco in lui un uomo che ha dedicato oltre quarant’anni al servizio pubblico, con passione, coerenza e un forte senso delle istituzioni. Di fronte alla scomparsa di una persona che ha dedicato la propria vita alla comunità credo sia doveroso riconoscere l’impegno, la preparazione e la serietà con cui ha affrontato le battaglie che riteneva giuste. La politica è confronto, talvolta anche duro, ma sempre nel rispetto di chi mette a
disposizione tempo, competenze e convinzioni per il bene pubblico. Alla famiglia e a
tutti coloro che gli sono stati vicini rivolgo le più sincere condoglianze a nome della provincia di Brescia”.
Infine anche la sindaca Laura Castelletti e la Giunta comunale esprimono il proprio cordoglio: “È una grande perdita per Brescia”, ha dichiarato Castelletti, “conoscevo bene Mirko e lo stimavo, ci siamo confrontati per tanti anni, prima da avversari politici e poi da alleati, condividendo molte battaglie sui temi dell’urbanistica, dell’ambiente e del sociale, ai quali ha dedicato con coerenza e passione tutto il suo impegno pubblico, dal Consiglio comunale al Consiglio regionale, fino agli incarichi nazionali. Con lui non è mai venuto meno un confronto leale e diretto, sempre fondato su argomenti solidi e su una passione autentica per le idee in cui credeva. Il suo sostegno nel mio percorso da sindaca ha significato molto e lo ricorderò con profonda gratitudine. Mirko sapeva essere un interlocutore esigente, ma sempre costruttivo, capace di andare oltre gli schieramenti quando erano in gioco il futuro della città e i diritti delle persone. Quando ha concluso la sua esperienza nella politica amministrativa, non ha smesso di mettersi al servizio della comunità. Ha scelto di farlo attraverso l’Associazione Filarmonica Banda Cittadina “Isidoro Capitanio”, dedicando tempo, competenze e passione anche a quella realtà, con lo stesso senso di responsabilità che aveva caratterizzato tutta la sua vita pubblica. La cultura e il sociale sono stati il filo conduttore del suo percorso umano e politico. È questa l’eredità più preziosa che lascia a Brescia. Alla sua famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene rivolgo, a nome mio e dell’intera città, il più sincero e affettuoso abbraccio”.

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