Lombardia
Cantieri più verdi: la sfida di Remed per l’edilizia a zero CO₂
Azienda bresciana lancia un progetto per certificare la sostenibilità dei cantieri: meno emissioni, più riciclo e una nuova cultura della demolizione responsabile.
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Brescia. Il settore edilizio italiano è tra i principali responsabili delle emissioni di CO₂, ma qualcosa sta cambiando. Sempre più cantieri scelgono pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale, in linea con gli obiettivi europei del Green Deal.
Tra le realtà più attive c’è Remed, azienda di Brescia specializzata nello smaltimento dei rifiuti da costruzione. Con il progetto “Cantieri e Rifiuti Zero CO₂”, Remed offre ai cantieri clienti un attestato green che certifica, ogni mese, la riduzione delle emissioni grazie a una gestione corretta dei materiali.
I primi due cantieri che hanno aderito al progetto si trovano a Brescia e Salò, dove sono stati applicati metodi di demolizione e scavo a basso impatto. Il tutto supportato da una rete di 150 impianti di recupero e discarica.
“L’edilizia produce molti rifiuti che, se gestiti male, possono inquinare suolo e aria”, spiega Paolo Tininini, Ceo di Remed. “Bisogna fare come a casa: differenziare, riciclare e usare mezzi che consumano poco”.
L’azienda riesce a riciclare fino al 98% dei rifiuti, e alimenta i propri impianti anche con energia solare. Ma per Tininini è fondamentale partire dalla progettazione: scegliere materiali pensati anche per il fine vita, evitare accoppiamenti difficili da separare e formare chi lavora nei cantieri.
La Regione Lombardia punta a una politica “discarica zero”, e Remed condivide questa visione, promuovendo un’edilizia più pulita, efficiente e responsabile. Perché costruire bene significa anche rispettare l’ambiente.
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