Via libera allo spiedo bresciano: sì ai piatti tipici lombardi a base di selvaggina

Approvato in regione il progetto di legge: i cacciatori potranno donare gli uccelli abbattuti perché siano consumati nei ristoranti e nelle sagre. Floriano Massardi: “Un grande giorno per la nostra cultura gastronomica”.

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Milano. È stato approvato martedì mattina nell’aula consiliare di Regione Lombardia (con 45 voti favorevoli e 23 contrari: M5S e Pd) il progetto di legge per la valorizzazione dei piatti tipici lombardi a base di selvaggina. “Oggi è un grande giorno per la valorizzazione della cultura gastronomica lombarda volta alla preservazione delle tradizioni e delle identità dei nostri territori, anche in chiave di rilancio turistico della nostra Regione”, ha commentato il consigliere regionale e vicecapogruppo della Lega Floriano Massardi, promotore della proposta di legge. “Sono molto soddisfatto dell’esito positivo di questo importante progetto che ha impegnato la Commissione nelle ultime settimane. Come ormai noto, dal 2014 la normativa vigente vieta la vendita di parti di avifauna cacciabile per fini commerciali, ma non il consumo. Una stortura legislativa che ha messo a rischio una tradizione profondamente radicata, per quanto riguarda lo spiedo, nel territorio bresciano”.
Con l’approvazione di questo progetto di legge regionale si prevede ora che la selvaggina (fino a 150 capi all’anno di selvaggina piccola proveniente da attività venatoria) venga donata volontariamente a titolo gratuito dal produttore primario (il cacciatore) al consumatore finale in ristoranti e sagre di paese.
“Ringrazio quindi tutti i colleghi e gli uffici che hanno contribuito a migliorare il testo. Progetto che ha riscosso enorme successo e lo dimostrano gli oltre 60 sindaci bresciani presenti questa mattina in aula in sostegno di questo importante progetto di legge”, ha concluso Massardi. “Lo spiedo bresciano, come gli altri piatti tipici delle province lombarde, è una tradizione millenaria, un valore aggiunto che non può essere cancellato”.
Prima della votazione c’è stata bagarre in aula con le proteste dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle.

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