Ghiroldi (Lega): “La Regione si attiva per risolvere le criticità e valorizzare i siti archeologici in Vallecamonica”

Milano. La Regione Lombardia ha approvato una mozione sulla gestione del Museo Nazionale della Preistoria e del Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane in Valcamonica. Con questo testo si impegna l’assessore alla Cultura di Regione Lombardia Stefano Bruno Galli ad esercitare le giuste pressioni affinché si interrompa il disservizio derivante dal limitato regime di accesso al Parco archeologico e al Museo nazionale della Preistoria Mupre.
“Dal giugno 2020 il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane è aperto solo dalle 8.30 alle 14 e fino alle 17.30 il venerdì e sabato”, spiega Francesco Ghiroldi consigliere regionale della Lega e relatore del testo, “mentre il Mupre permette le visite dalle 14 alle 18 esclusivamente il venerdì, sabato e domenica. Ora, con il contenimento delle misure dovute alla pandemia e l’inizio della stagione estiva, con il prevedibile incremento dei visitatori, è urgente porre rimedio alle carenze nell’erogazione del servizio pubblico di accesso a questi luoghi”.

“La Direzione Regionale Musei della Lombardia, che afferisce alla Soprintendenza deve intervenire, stante le proprie responsabilità organizzative e gestionali, onorando l’Accordo di Valorizzazione siglato con Regione Lombardia – ma anche la Comunità Montana e il comune di Capo di Ponte – per offrire ai cittadini un servizio efficiente e all’altezza. Questo anche concludendo rapidamente le procedure concorsuali per gli assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza del ministero della Cultura, bando che prevede nuove assunzioni di personale, parte delle quali dovrà essere assegnato a Naquane e al Mupre”.
“Grazie, quindi, all’assessore Galli per l’impegno assunto in favore dei siti rupestri della Valcamonica: il maggiore giacimento a livello mondiale di testimonianze collocabili tra il Neolitico e l’Età del Ferro. Parco archeologico aperto nel 1955, divenuto Patrimonio dell’Umanità nel 1979 e che dal 1974 vede l’incisione rupestre della “Rosa Camuna” quale simbolo, rielaborato, della Regione Lombardia” conclude Ghiroldi.

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