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Sanità, Carretta (Azione): “Sistema pubblico ulteriormente indebolito”

(red.) “Anche dopo l’approvazione, ormai certa di questa non-riforma, continueremo a pagare per visite private urgenti, indebolendo ulteriormente il sistema pubblico, alimentando un processo non equilibrato che garantisce cure soltanto a chi può permetterselo. Così dichiara il Consigliere Regionale Niccolò Carretta (AZIONE- Carlo Calenda) a margine della seconda giornata di discussione in Aula dedicata alla Riforma della Legge Regionale 23/15.
“Ho provato a fare il mio, predisponendo un ODG dedicato proprio ai nuovi strumenti da introdurre nel sistema per provare a dare un taglio più che simbolico alle clamorose liste d’attesa della Lombardia. Il 2020, la pandemia e i ritardi cronici di un sistema inceppato da anni stanno facendo danni gravissimi sulla qualità della vita delle persone costringendo molte persone a ricorrere ogni giorno a visite a pagamento.

 

Regione Lombardia, la Giunta e la Maggioranza – prosegue Carretta – non fanno nulla per migliorare il sistema di prenotazione, per governare il rapporto pubblico-privato e per ridurre i tempi d’attesa di una visita.” “In arrivo, dunque,  – conclude Carretta – proposte sull’Agenda Unica di prenotazione, per unificare l’offerta dei posti liberi del Privato accreditato e del Pubblico, la definizione annua degli obiettivi sulle liste d’attesa e sulle visite effettuate da parte della Regione, la contrattualizzazione centralizzata in Direzione Generale e la revisione totale del sistema per i rimborsi delle prestazioni.
“Il tema delle liste in Lombardia fa da contrappeso all’eccellenza ospedaliera che i nostri bravissimi medici e infermieri sanno offrire. è una vergogna che purtroppo non fa notizia, ma che cambia radicalmente la vita delle persone. Il sistema cambierà, se non con questa riforma, con le elezioni regionali del 2023. Il Covid ha fatto capire a tutti che la vita è una sola e che curarsi è un diritto”. Così ha dichiarato Niccolò Carretta, Consigliere Regionale di Azione, membro della Commissione Sanità.

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