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Milano, delegazione Acoi rende omaggio alle vittime del covid

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(red.) “Sicuramente i danni collaterali sono enormi, non sono visibili fortunatamente ancora come alle nostre spalle, però non è detto che non ci saranno purtroppo altri morti se non cominciamo a lavorare, se non cominciamo a dare risposte, se non iniziamo a curare i nostri malati come dovremmo fare da subito”.
Marco Scatizzi, neoeletto presidente dell’associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (Acoi), rende oggi omaggio con la deposizione di una corona di fiori, assieme all’assessore comunale ai servizi civici Gaia Romani, al monumento milanese ai caduti per Coronavirus, situato nei pressi dell’ingresso nord del Cimitero Maggiore. Un gesto simbolico ma significativo, come lo stesso Scatizzi, intenzionato a far sentire la voce dei chirurghi sui tavoli istituzionali per impedire che, oltre che un monumento ai caduti per mano del Covid, si debba pensare un giorno ad uno per i morti ‘collaterali’, tutte quelle persone che rischiano la vita per via di interventi chirurgici e oncologici ad oggi rimandati a causa della pandemia.

“Da domani continueremo assolutamente a perseguire gli obbiettivi del direttivo uscente- afferma il neopresidente- che ha dato tutto sé stesso per mettere all’attenzione di tutti I tavoli istituzionali queste necessità, che sono nostro ma sono ancora di più dei nostri pazienti quindi dovremo lavorare molto di più per cercare di dare una risposta agli esiti di questa devastazione che vediamo alle mie spalle”.
Un monito a tutte le istituzioni, poi, arriva anche dal presidente uscente di Acoi, il dottor Pierluigi Marini: “Hanno detto che dovremo lavorare al 120% per recuperare in tempi accettabili gli interventi persi- ricorda Marini- allora basta con gli appelli, basta con i tavoli, fateci lavorare e noi ci siamo, dateci gli strumenti per fare una buona chirurgia”.

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