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Nuovo depuratore del Garda, una mozione bipartisan per la revoca del commissario

(red.) Martedì 19 ottobre sarà discussa una mozione presentata dal Partito Democratico che impegnerà la giunta regionale a chiedere al Governo la revoca del Commissario Straordinario per il progetto di collettamento e depurazione dei comuni della sponda bresciana del Lago di Garda. La richiesta, che trova favorevole anche la maggioranza, arriva molto tardi e difficilmente troverà una concreta attuazione. Ma il M5S lombardo non ha alcuna intenzione di demordere e ha già espresso la sua intenzione di firmare e sostenere convintamente la mozione del PD.
Secondo i Pentastellati l’istituzione del Commissario nasce da un presupposto errato; ovvero dall’improbabile quanto fantasioso imminente collasso delle condotte sublacuali. Da qui l’urgenza di accelerare i tempi e quindi l’entrata in campo di un commissario con i super poteri.

“Da parte del M5S spiace dover ricordare ogni volta che non vi sia alcun rischio di ‘disastro ambientale’. A conferma di quanto ripetiamo da tempo è il gestore Acque Bresciane che con il suo ultimo report sullo stato delle sublacuali certifica che senza fare ulteriori interventi manutentivi, le condotte possono durare almeno fino al 2035 e ulteriori 10 anni con interventi aggiuntivi. Il tempo per predisporre un progetto condiviso e serio c’è e non serve alcun super-commissario. Anzi, da quando si è insediato non ha accelerato nessuna operazione ma ha riportato le lancette del progetto a due anni fa azzerando l’intenso lavoro portato avanti dal consiglio provinciale, dall’ufficio d’ambito e dal gestore. In un colpo solo, il Governo ha commissariato non un’opera ma ben tre enti. Senza andare a scomodare la Costituzione, questo è un precedente pericolosissimo e sembra assurdo che questo ‘Governo dei migliori’ non se ne renda conto”.

La sede naturale per discutere di questi argomenti non è certo il consiglio regionale bensì il parlamento. “A Roma il M5S ha tentato in ogni modo, con proposte emendative, di modificare l’articolo che istituisce il commissario ma è stato lasciato solo da tutti gli altri partiti di maggioranza, PD e Lega in testa. Fa specie vedere che gli stessi partiti che a Roma non hanno detto nulla oggi chiedano la revoca del commissario. Che ci sia del malumore all’interno dei partiti è ormai agli occhi di tutti: mentre sul territorio si portano avanti delle battaglie che vanno in una direzione precisa, a Roma si decide il contrario. Queste lotte intestine si verificano nei partiti che, chi più chi meno, hanno mantenuto un collegamento con il territorio. Non succedono invece in quei partiti che da sempre non hanno alcun interesse delle istanze di cittadini e comitati. Ne è un esempio Forza Italia che nonostante tutto quello che sta succedendo, non si scompone mai. I forzisti perdono pezzi ogni giorno ma otterranno ciò che sempre volevano: due depuratori sul fiume Chiese perché sul bresciano Gelmini e soci hanno ancora un potere incredibile. Questa cosa è per me incomprensibile visto che sui territori li abbiamo spesso visti schierati dalla parte opposta oppure totalmente assenti”.
“Per quanto mi riguarda” sottolinea il consigliere M5S Ferdinando Alberti, “non arretrerò di un centimetro e continuerò, come da sempre faccio, a stare dalla parte della salvaguardia del territorio e delle istanze dei cittadini che combattono contro scelte incompatibili con l’ambiente, la salute e il buon senso. Resto orgoglioso di continuare a sostenere e ribadire ancora più forte i miei NO, compreso quello al commissario!

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