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Riforma della sanità: a Brescia 6,5 mln di euro

I fondi destinati ad investimenti e potenziamenti tecnologici ed all'avvio di Case ed Ospedali di comunità.

(red.) Cento milioni di euro per il piano straordinario di investimenti in sanità in Regione Lombardia, di cui 43 destinati alla creazione e all’avvio in tutte le provincie lombarde delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità.
Lo stanziamento approvato è stato reso possibile grazie ai risparmi di gestione dell’anno 2020 che consentono nuovi investimenti nella rete dei servizi.

ospedale

Nella fattispecie, attraverso gli stanziamenti previsti dalla delibera approvata lunedì 2 agosto, vengono finanziati: interventi di adeguamento normativo per circa 6 milioni di euro; potenziamento tecnologico per circa 6,5 milioni; interventi per la rete dei servizi psichiatrici per circa 10 milioni; ulteriori fondi per il completamento di Niguarda per 11 milioni; primo stanziamento di 2 milioni per l’avvio della realizzazione del Centro per studio e prevenzione delle malattie infettive; 21 milioni come primo cofinanziamento degli interventi del piano di edilizia sanitaria da 1,35 miliardi di euro (fondi nazionali articolo 20 legge 67/1988).

Di particolare rilievo lo stanziamento, già disponibile nel corrente esercizio, di 43 milioni per strutture territoriali in coerenza alla legge di riforma della Sanità regionale.
A Brescia sono destinati 6milioni e 500mila euro, a cui
c’è da aggiungere la quota annuale di 22,6 milioni a cofinanziamento del programma finanziato con fondi statali ex art.20 L.67/1988, ripartita tra le diverse province lombarde.

Investimenti ingenti nel patrimonio sanitario pubblico che di fatto rappresentano la prima attuazione del potenziamento territoriale che anticipa il Piano nazionale di resistenza e resilienza. È quanto è stato approvato oggi dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta della vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

“È il primo passo che ha come obiettivo la valorizzazione della medicina territoriale e di prossimità – spiega la vicepresidente e assessore al Welfare – attraverso il potenziamento e miglioramento di strutture, macchinari e tecnologie, e offerta di servizi. Un passo importante anche perché tutti gli investimenti sulle tecnologie contribuiranno a ridurre le liste d’attesa”.

Lo stanziamento di 100 milioni, 50 per il pubblico e 50 per il privato, va nella direzione di incentivare la piena ripresa della quotidiana attività ospedaliera e, attraverso le opportunità della tecnologia, avere una ricaduta positiva anche sulle liste d’attesa. “Le minori pressioni sui ricoveri ospedalieri e sulle terapie intensive causa Covid ci permettono – ha spiegato Letizia Moratti – di programmare in maniera strategica il piano di ripresa per il secondo semestre 2021. Anche se va rimarcato che da un’indagine di Agenas sui dati 2020 rispetto al 2019, la Lombardia nel periodo pandemico ha avuto le migliori perfomance nei ricoveri urgenti. In modo particolare, va sottolineato che per la Chirurgia oncologia l’attività è stata mantenuta costante durante la pandemia su tutto il territorio, sia nelle strutture pubbliche che in quelle private accreditate”.

In merito alla riduzione delle liste d’attesa e all’aumento delle prestazioni, la vicepresidente e assessore al Welfaree ha chiarito: “Abbiamo anche già fissato degli obiettivi. Per le strutture private sono in via di definizione, mentre per quelle pubbliche l’obiettivo è andare oltre il 100% degli interventi chirurgici programmati rispetto al secondo semestre del 2019, con particolare attenzione all’area oncologica e cardiovascolare. In particolare, è stato fissato l’obiettivo di oltre 10.000 interventi chirurgici in più. Inoltre, viene impegnato sul triennio finanziario il necessario cofinanziamento regionale pari a circa 25 milioni di euro per attivare i contributi statali di cui all’art.20 L.67/1988 oggetto di un separato provvedimento”.

“Già realizzata – ha concluso Letizia Moratti – una mappatura di tutte le strutture pubbliche e private e dei tempi di attesa per singola patologia. Tale mappatura consente un’attenta opera di monitoraggio e il Welfare produrrà con cadenza mensile un’elaborazione, individuando le eventuali criticità e la consistenza degli eventuali ritardi”.
Al riguardo si chiarisce che tutte le aziende, Ats e Asst, hanno oggi un completo monitoraggio sui valori di performance, per garantire la massima trasparenza nella gestione degli obiettivi.
L’attività riguarda con gli stessi criteri di fondo: il monitoraggio della performance dei ricoveri ospedalieri; il monitoraggio della performance di specialistica ambulatoriale; il monitoraggio della performance (emergenza – urgenza) di pronto soccorso e 118.

 

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