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Monica Forte, “Olimpiadi 2026, commissario straordinario non è unica soluzione”

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(red.) “Avevo  chiesto per tempo, con una mozione, un approccio preventivo sulle Olimpiadi 2026 portando in Consiglio regionale, tra l’altro, la richiesta di istituzione di un comitato a supporto del Presidente Fontana per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose, ma il tema non sembra essere all’ordine del giorno mentre dovrebbe perché opere, cantieri e infrastrutture sono miele per la criminalità organizzata. Chiedo sin da ora maggior impegno su questi temi”, così Monica Forte, Presidente della Commissione regionale Antimafia e consigliera regionale del M5S Lombardia, sul tema delle Olimpiadi.

 

“L’ipotesi, ventilata sia da Fontana che dal Ministro delle Infrastrutture, di un commissario straordinario”, aggiunge, “non può essere la panacea di tutti i mali e sottintende che sulle olimpiadi invernali siamo già in piena emergenza o in crisi.
Sappiamo di dover organizzare le Olimpiadi da due anni, ne mancano cinque, e non si tratta di un caso sovrapponibile ad esempio a quello del Ponte Morandi, che nasce da un evento imprevedibile e aveva diviso in due una città. Qui non c’è emergenza, si può gestire un grande evento nei tempi corretti e con un approccio rispettoso di norme e regole, senza deroghe”.

“Le deroghe rappresentano il momento nel quale le mafie bussano alla porta dell’istituzione pubblica. Il nostro Paese non può continuare ad affrontare i grandi eventi con la logica dei commissari straordinari, della fretta e dell’emergenza. Il loro uso sempre di più sta diventando il pretesto per coprire mancanze e inefficienze. I prossimi saranno anni di grandi opere in tutto il Paese. Le criminalità organizzate sono già pronte È giunto il momento di prendere coscienza del pericolo è il commissario straordinario non è di certo la soluzione”, conclude la Presidente della Commissione regionale Antimafia della Lombardia.

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