Forza Italia su chiusura palestre e piscine: accanimento ingiustificato
Claudia Carzeri e Gianluca Comazzi spiegano: "Lavoro e salute devono essere tutelate e non ostacolate".
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(red.) “Tra le tante storture e falle del nuovo dpcm emanato dal Governo, la decisione di chiudere tutte le palestre e piscine è indice di un accanimento ingiustificato, che rischia di portare al fallimento migliaia di attività che fino a oggi si sono attenute in maniera scrupolosa a tutti i protocolli”, affermano, in una nota, il capogruppo di Forza Italia in Regione Lombardia Gianluca Comazzi e il consigliere regionale Claudia Carzeri (Fi).
“In questi mesi – prosegue Carzeri – in Lombardia non si è mai verificata la presenza di focolai all’interno di queste strutture, nessun impianto è stato chiuso causa Covid. Al contrario, i gestori di palestre e piscine hanno ripreso l’attività, con grandi sforzi e difficoltà economiche, per fornire un servizio essenziale alle persone, in particolare a chi aveva abbonamenti già attivi. È inaccettabile che, dopo aver rispettato tutti i protocolli previsti, il Governo abbia dato loro un ‘ultimatum’ di una settimana pochi giorni fa: da questo si evince che o i protocolli richiesti erano sbagliati o si stanno chiudendo queste attività senza giustificato motivo. Peraltro – continua Carzeri -, dato che nella quasi totalità dei casi i protocolli sono stati pienamente rispettati, la chiusura totale di un settore così importante per la salute e il benessere dei cittadini è una scelta assurda, contro la quale ci opporremo in tutte le sedi opportune”.
Sulla stessa linea il capogruppo Comazzi, per il quale “il momento che stiamo vivendo è molto delicato; la politica ha il compito di tutelare tanto la salute dei cittadini quanto il loro lavoro: provvedimenti sbagliati rischiano di ridurre sul lastrico milioni di persone, con conseguenze devastanti per il nostro tessuto sociale. Gli operatori delle palestre e delle piscine hanno fatto enormi sforzi per adeguarsi ai tempi e garantire un servizio essenziale in piena sicurezza. Le istituzioni – conclude – hanno il dovere di tutelarli con regole chiare, che impediscano il diffondersi del contagio senza portare al fallimento un intero settore”.




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