Ripartenza: le proposte di +Europa Brescia, Brescia in Azione e Volt

(red.) “L’epidemia Covid-19 ha colpito duramente Brescia, i nostri Comuni, la nostra Regione, e ha dimostrato tutte le criticità di un modello sanitario che ha puntato tutto su ospedalizzazione e centri specialistici di eccellenza, a discapito delle cure primarie e della medicina territoriale”, afferma Francesco Tomasini (Coordinatore di +Europa Brescia).
Per questo, i partiti di Brescia in Azione, +Europa Brescia e Volt Europa-Brescia hanno ritenuto doveroso collaborare per formulare proposte concrete sul tema sanitario relative alla gestione della Fase 2 e ai successivi sviluppi.
Fulvio Berardi (Coordinatore di Volt Europa-Brescia): “Sebbene tutti e tre i partiti non si riconoscano nel modello sanitario e nella gestione della Giunta Fontana, hanno convenuto sulla necessità di concentrarsi prima di tutto sulle proprie proposte piuttosto che su un dibattito sterile inerente a commissariamenti e dimissioni: fare una politica costruttiva è più diffcile, ma ci piace così”.
Si tratta di formazioni politiche giovani formatesi in tempi recenti, che hanno trovato delle sinergie e su questa base hanno deciso di collaborare su una serie di proposte, a partire dalla questione oggi più sentita e urgente: la sanità.
Salute ed economia fanno il paio: le sorti del Paese dipendono dalle misure organizzative antivirus che sapremo mettere in campo” spiega Monica Lippa, coordinatrice del Gruppo Sanità di Brescia in Azione. Fabrizio Benzoni (Coordinatore provinciale di Brescia in Azione): “Il punto più importante è che il nodo della struttura Covid sul territorio bresciano venga sciolto al più presto: una seconda ondata di contagi rischierebbe di trovarci nuovamente impreparati e di mettere sotto pressione ancora una volta gli Spedali Civili nella stessa modalità che abbiamo già drammaticamente sperimentato. Sarebbe opportuno che per una decisione così delicata per la città si tenesse conto anche del parere dell’Ordine dei Medici”.
“Ad una fase di elaborazione dei contenuti dei gruppi di lavoro è seguito un incontro con figure istituzionali di riferimento a livello regionale (Consiglieri Regionali Niccolò Carretta e Michele Usuelli) e comunale (Consigliera Comunale di Brescia con Delega alla Sanità Donatella Albini), che ci ha consentito di affinare le nostre 15 proposte” dichiara Cristina Bagnoli, coordinatrice del Gruppo Sanità di +Europa Brescia.

Alla Regione chiediamo di:
1. Verificare rapidamente la fattibilità di una struttura Covid-19 a Brescia esterna agli Spedali Civili, visto anche il parere contrario dell’Ordine provinciale dei Medici al progetto di Scala 4 per poter fronteggiare efficacemente l’eventuale arrivo di nuovi contagi, in attesa di una cura o un vaccino.
2. Uniformare le linee guida regionali di gestione dell’epidemia in modo da
predisporre una risposta coerente a livello nazionale ed europeo, in costante
coordinamento con l’OMS.
3. Individuare le strutture adatte all’isolamento dei pazienti.
4. Coinvolgere il maggior numero possibile di laboratori di analisi pubblici e
privati per eseguire test (tamponi e sierologici) sulla popolazione, sino a
raggiungere la soglia raccomandata del rapporto GIMBE.
5. Includere l’effettuazione dei test tra i LEA con ticket, stabilendo un contributo a carico dei cittadini non superiore a 10 Euro nel quadro generale dell’attuale sistema di esenzioni.
6. Predisporre, anche tramite le nuove USCA, un sistema di prelievo a domicilio
per i soggetti fragili e per i pazienti positivi.
7. Inserire la figura dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità nel PSSR, per
garantire un’adeguata risposta alla crescente domanda di assistenza nel territorio.
8. Impiegare grandi aree urbane per l’insediamento di strutture mobili da
dedicare allo svolgimento dei test e dei tamponi in modalità drive-in, quali, ad
esempio nel nostro caso, lo spazio fera bresciano.
9. Stabilire un protocollo di collaborazione con i medici competenti nelle
aziende e coi medici di medicina generale affinché anche le aziende e gli
ambulatori possano diventare luoghi in cui sia possibile effettuare test e tamponi
(previa adeguata formazione e rispetto degli standard di sicurezza) e stabilire un
criterio di raccolta giornaliera dei tamponi.
10.Definire gli standard e le modalità di impiego per le mascherine riutilizzabili.
11.Stabilire protocolli di cure palliative per i malati Covid-19 e inserire la fgura
del palliativista nelle Unità di Crisi Regionali e Locali.
12.Potenziare il ruolo della Medicina Territoriale.

Al Governo chiediamo di:
1. Implementare un sistema informatico socio-sanitario unico a livello nazionale,
al contrario di quello attuale, operante nelle varie regioni in modo parziale e
disomogeneo.
2. Implementare secondo i migliori standard di trattamento dei dati europei la
App di tracciamento dei positivi dotandosi di strumenti alternativi (braccialetti) in favore di chi non ha un telefono idoneo per il download.
3. Supportare il progetto di un datalase europeo Covid-19 (secondo la proposta
dei prof. Noci (prorettore del Polo territoriale cinese del Politecnico di Milano), Alfo Quarteroni (accademico e matematico, ndr) e a Ottavio Crivaro (Founder & Ceo Moxoff, Mathesia, Math&Sport, ndr)

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