‘AlpFoodway’ per i saperi della Montagna

Un progetto triennale e interdisciplinare per raccontare prodotti e usanze delle comunità. Si colloca nell'ambito del Programma Interreg AlpineSpace.

(red.)  Valorizzazione del Patrimonio Culturale Alpino e in particolare delle tradizioni alimentari come forti elementi identitari, da salvaguardare sia attraverso la trasmissione di saperi legati a tecniche di produzione, abitudini di consumo e antiche pratiche sociali, sia attraverso la conservazione dei tipici paesaggi produttivi alpini.

E’ l’obiettivo del progetto ‘AlpFoodway’, approvato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini di concerto con Ugo Parolo, sottosegretario ai rapporti con il Consiglio regionale, alle politiche per la Montagna, alla Macroregione Alpina (EUSALP), ai Quattro Motori per l’Europa e alla programmazione negoziata e con l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava.

BUDGET DI 2,5 MILIONI DI EURO. ‘AlpFoodway’ si colloca nell’ambito del Programma Interreg AlpineSpace di cui Regione Lombardia e Polo Poschiavo sono capofila. Il progetto, che propone un approccio interdisciplinare, transnazionale e partecipativo al Patrimonio Culturale Alimentare Alpino, conta 14 partner e 39 osservatori in 6 paesi alpini, dispone di un budget di circa 2,5 milioni di euro e avrà una durata di tre anni.

“PROGETTO IDENTITARIO IN CUI HO CREDUTO E INVESTITO DA TEMPO”. “Questo progetto, a cui ho creduto fin dall’inizio e che ho voluto portare avanti con determinazione, mette al centro dell’attenzione i territori e le comunità locali, con la loro storia e i loro saper fare, dando così un’impronta sempre più identitaria al percorso di valorizzazione culturale intrapreso dall’inizio di questa legislatura. Un percorso che dalla Lombardia si diffonde alle Regioni dell’arco alpino”.

Così l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie di Regione Lombardia Cristina Cappellini. “Un metodo di lavoro che, puntando al riconoscimento del patrimonio alpino come patrimonio immateriale dell’Unesco, – ha detto ancora l’assessore Cappellini – ci permette di condividere, in ambito transfrontaliero, tradizioni e paesaggi che identificano territori e popoli con una memoria comune da custodire e da tenere viva per portare una cultura straordinaria nel futuro dell’Europa”.

MONTAGNA RISORSA STRAORDINARIA. “Con questo progetto Regione Lombardia dimostra, ancora una volta, di saper investire risorse per lo sviluppo del patrimonio culturale e ambientale delle aree alpine lombarde” ha commentato il sottosegretario Parolo. “La Montagna – ha proseguito – è una risorsa straordinaria per la nostra Regione, ma allo stesso tempo è anche raccolta di prodotti locali tangibili, frutto di sacrifici e duro lavoro in territori difficili da vivere, che necessitano di essere protetti e conservati a vantaggio anche delle generazioni future”.

SOSTEGNO A CANDIDATURA UNESCO. “‘Alpfood” va nella direzione giusta – ha aggiunto Parolo – non solo per l’ambizioso e lodevole progetto di ricerca, mappatura e organizzazione di eventi promozionali della cultura alimentare montana, considerata come vero e proprio segno di identità, ma anche per il sostegno nel percorso di iscrizione nella Lista del Patrimonio culturale Intangibile dell’Unesco”.

FORMAGGI DOP E VINI ‘EROICI’. “La montagna lombarda offre un patrimonio agroalimentare grandioso – ha chiosato l’assessore Fava – fatto di formaggi dop, di vini eroici, di eccellenze inimitabili. Una ricchezza figlia dell’unicita’ degli ambienti e della contaminazione legata alle rotte commerciali, alle transumanze che si conducevano lungo i valichi alpini. Lavorare per il riconoscimento del patrimonio culturale alimentare alpino come patrimonio immateriale dell’umanità non è solo un riconoscimento al valore straordinario delle eccellenze gastronomiche della montagna, ma un ulteriore sprone a far conoscere questi territori per tramite dei prodotti che li distinguono”.

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