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Eterologa, “è discrimazione economica”

Bocciata dal consiglio regionale una mozione dei 5 Stelle che chiedevano, tra le altre cose, un'adeguata copertura dei ticket".

(red.) Il Consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva di riscrivere una delibera approvata dalla Giunta regionale guidata dal Presidente Roberto Maroni sulla fecondazione eterologa.
Paola Macchi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, dichiara: “La mozione chiedeva di consentire la Fecondazione eterologa senza resuscitare echi dei blocchi incostituzionali della Legge 40 che ha generato sofferenza per migliaia di coppie. Chiedevamo che Maroni intervenisse presso il governo per fermare la melina sui regolamenti identici per tutte le regioni , che non arrivano mai. Chiedevamo che la Lombardia poi, assimilasse l’importo de i ticket per l’eterologa a quelli dell’omologa e prevedesse un’adeguata copertura economica per consentire a tutti i cittadini lombardi di poter accedere al servizio, mettendo fine ad una effettiva discriminazione economica. Il M5S chiedeva anche di prevedere un rimborso totale delle spese eventualmente sostenute dalle donatrice per la stimolazione di produzione degli ovociti, come avviene peraltro in quasi tutti i paesi esteri”.
“In Lombardia sul tema eterologa ha vinto il familismo cattolico che da un lato auspica il modello di famiglia con figli e dall’altro si oppone alla procreazione di coppie che non se lo possono permettere economicamente. Sono 5 milioni gli individui nati da oltre 20 anni con queste tecniche, persone che altrimenti non sarebbero mai nate. Prima si fa ricerca per arrivare alla fecondazione artificiale, anche eterologa, e poi la si nega con pretestuosi motivi etici, ma solo a chi non ha soldi. Questa sarebbe etica? La maggioranza tuona dai banchi che bisogna adottare i bimbi ma cosa fanno poi per aiutare le famiglie che lo vogliono fare? E anche qui i costi sono altissimi e i controlli inefficaci. Oggi in Lombardia e’ stata scritta un’ennesima triste pagina di sterile moralismo ”, conclude Macchi.

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