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Bordonali: «Sicurezza fuori dal patto»

Secondo l’assessore bisogna «inasprire le pene» e eliminare la «norma demenziale» che impedisce agli amministratori di investire per il pattugliamento.

(red.) L’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, la bresciana Simona Bordonali, è intervenuta per commentare i numeri relativi ai furti in casa denunciati sul territorio regionale nel 2012.
«La situazione è difficile e sappiamo che le difficoltà economiche hanno contribuito ad accentuarla – ha dichiarato Bordonali – . La Regione si sta battendo tuttavia per ottenere maggiori risorse da destinare alle Polizie locali e al pattugliamento del territorio».
Secondo i dati Istat diffusi, infatti, nelle case lombarde si verificano quotidianamente in media 720 furti.
«Dal giorno dell’insediamento – ha dichiarato Bordonali alla stampa – mi sono attivata per ottenere alcuni risultati concreti e i dati evidenziano come sia necessario che dallo Stato centrale arrivino risposte immediate. La Regione Lombardia chiede con forza che gli investimenti effettuati dagli enti locali in ambito di sicurezza siano esclusi dal patto di stabilità».
«È assurdo pensare – ha continuato l’assessore alla sicurezza lombardo – che alcuni amministratori abbiano risorse da investire per il pattugliamento del territorio o per la formazione degli agenti e non possano procedere a causa di una norma demenziale».
«Nei mesi scorsi il ministro dell’Interno Alfano ha aumentato il numero di agenti delle Forze dell’Ordine presenti sul territorio comunale di Milano. Già in quell’occasione il presidente Roberto Maroni aveva fatto presente come fossero necessari più agenti su tutto il territorio lombardo. Come si evince anche da questi dati, la richiesta richiama una esigenza oggettiva a cui il ministero deve dare seguito».
«I numeri inoltre – secondo la bresciana – ci dicono chiaramente come sarebbero totalmente insensati e dannosi nuovi indulti e amnistie. Liberare un numero non meglio definito di delinquenti peggiorerebbe in maniera grave la qualità della vita. Esasperare ulteriormente la situazione sarebbe deleterio. Dobbiamo inasprire le pene per i criminali, non aprire le porte delle galere. Se le istituzioni non danno risposte o ne danno di controproducenti, si corre il rischio di indurre i cittadini all’autodifesa come successo pochi giorni fa in provincia di Brescia. Dobbiamo prevenire, non limitarci piangere i morti».
«Mi auguro in definitiva che a breve venga stipulato il nuovo Patto per la sicurezza tra Regione Lombardia e il Ministero dell’Interno – ha concluso l’assessore –.  Noi siamo pronti e abbiamo già mandato la documentazione ai funzionari del Viminale. Questo documento sperimentale comporterà una maggiore interazione tra la Polizia locale e le Forze dell’Ordine e nuove risorse da destinare al presidio del territorio».

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