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Una legge che cura la «febbre da gioco»

Limiterà il rischio di ludopatie, regolamenterà il gioco d’azzardo e imporrà paletti e restrizioni sulle distanze delle sale rispetto ai luoghi di aggregazione.

(red.) Une legge per limitare e regolamentare il gioco d’azzardo verrà presto votata in Lombardia. Angelo Ciocca, presidente della IV Commissione, e Fabio Rolfi, relatore del provvedimento, si sono detti molto soddisfatti per aver saputo far fronte comune intorno ad un provvedimento che andrà a limitare il rischio di ludopatie, sempre più comuni in tutta Italia, anche a causa della particolare situazione socioeconomica del Paese.
Solo in Lombardia, infatti, le sale da slot machine e il gioco d’azzardo legale muovono un giro d’affari paria alla strabiliante cifra di 14miliardi di euro all’anno. Nonostante la situazione a Brescia sia un po’ meno grave rispetto alla media lombarda (nella nostra città, infatti, si spendono in media poco più di mille euro al mese pro-capite, contro, ad esempio, i 2125 di Pavia), il provvedimento è stato ritenuto necessario da tutti i consiglieri regionali, che l’hanno approvato all’unanimità. «Seguendo una proposta di Lega Nord – ha spiegato alla stampa Rolfi – la legge imporrà un contributo etico obbligatorio per ogni slot-machine funzionante il Lombardia, il cui importo dovrà essere determinato dalla Giunta Regionale».
Il progetto di legge, quindi, verrà approvato in via definitiva in sede di consiglio regionale del 15 ottobre, «sarà poi data la possibilità ai sindaci e ai Comuni di stabilire criteri autorizzativi, fino all’individuazione di zone di esclusione, come in prossimità delle scuole, per le macchinette da gioco» hanno dichiarato Ciocca e Rolfi. Tra i punti cardine della legge ci saranno interventi sulla prevenzione come la formazione obbligatoria per i gestori e azioni sociali e sanitarie che chiariscano meglio come intervenire in caso di “febbre da gioco”.  Nello specifico,  verranno messi paletti e restrizioni sulle distanze delle sale gioco – almeno 500 metri – da  scuole, chiese, luoghi d’aggregazione e anche dai Compro oro.

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