C’è la crisi, i consiglieri si tagliano lo stipendio

In Lombardia tetto della retribuzione mensile a 10.600 euro, 500 euro sotto la soglia fissata dalla legge Monti. Al netto delle trattenute sono 7.750 euro.

(red.) È stata approvata oggi in consiglio regionale con 66 voti favorevoli e nove contrari (i consiglieri del Movimento 5 stelle) una legge di riduzione dei costi della politica che rende la Regione Lombardia più virtuosa di tutte le altre regioni italiane.
Con il provvedimento il Consiglio applicherà un taglio di circa 14 milioni di euro l’anno, riducendo dell’87% i fondi di funzionamento dei gruppi (da 3 milioni 700 mila euro si scende a 500 mila), del 55% i fondi per il personale dei gruppi (da 9 a 4 milioni), e del 40% le indennità dei consiglieri. Sulla voce stipendi dei consiglieri, come sulle spese di funzionamento dei gruppi, la Lombardia farà qualcosa di più delle altre Regioni, fissando il tetto della retribuzione mensile a 10.600 euro, 500 euro sotto la soglia fissata dalla legge Monti e dall’accordo in Conferenza delle Regioni (11.100 euro).
Vale per 12 mensilità e, a differenza di tutte le altre Regioni italiane, non è accompagnato dalla liquidazione, il trattamento di fine mandato. Rimane infatti intatta la decisione assunta a fine 2011 – l’iniziativa consiliare fu del Pd – di abolire con il vitalizio anche il trattamento di fine mandato. La retribuzione lorda del consigliere passerà dunque da 16.800 euro lordi di media a 10.600, vale a dire 7.750 euro netti, da cui detrarre le risorse per la pensione.
Al termine della discussione il Consiglio ha approvato un ordine del giorno nato su iniziativa del Pd e fatto proprio dalle altre forze politiche che prevede che entro tre mesi si approvino tagli dei costi della giunta e del sistema degli enti e delle società regionali, in particolare: che sia posto un tetto agli emolumenti dei dirigenti delle diverse strutture, che si intervenga anche sulle segreterie della Giunta così come si è fatto per il personale dei gruppi e che si adottino i criteri della spending review e dei costi standard per valutare e correggere le spese regionali. Inoltre i costi della macchina regionale non potranno essere incrementati oltre il limite della metà del tasso di inflazione registrata.
È stato inoltre approvato l’ordine del giorno di Partito Democratico e Patto Civico Ambrosoli che prevedeva la riduzione dei vitalizi ancora in essere del 10%, in misura proporzionale all’entità dell’assegno mensile.

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