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Sanità lombarda, arresti e perquisizioni

In carcere tre imprenditori, l'ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi e anche Pierluigi Sbardolini, attuale direttore amministrativo del Mellini di Chiari.

(red.) Terremoto nel mondo della sanità lombarda: corruzione e appalti truccati sono i fulcri dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sette persone tra cui il direttore dell’azienda ospedaliera di Chiari (Brescia), Pier Luigi Sbardolini, e il giornalista Leonardo Boriani, ex direttore de “La Padania” e l’ex consigliere regionale della Lombardia Massimo Guarischi.
Per gli inquirenti, Sbardolini avrebbe intascato una mazzetta da 33mila euro, in cambio del suo intervento su un bando di gara finalizzato a favorire l’aggiudicazione di una commessa da 9 milioni di euro, per la manutenzione degli impianti tra il 2010 e il 2015, ad un raggruppamento temporaneo di imprese (Ge Medical System Italia Spa, Tesi Srl, Hermex Italia Srl e Revi Srl) cui faceva parte l’azienda riconducibile all’amico Giuseppe Lo Presti.
L’operazione della Direzione Investigativa Antimafia
di Milano, coadiuvata da personale della Polizia, dell’Arma e della Guardia di finanza. fa seguito a una indagine su numerosi episodi di corruzione connessi ad appalti per forniture ad aziende ospedaliere lombarde. Altre 13 persone sono indagate per i medesimi fatti e sono state eseguite più di 50 perquisizioni ed acquisizioni documentali presso imprese e strutture sanitarie, nonché presso l’Assessorato alla Sanità lombarda.
L’attività investigativa diretta dai magistrati Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio, costituisce lo sviluppo dell’indagine della DDA di Milano sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella sanità e nei confronti, tra gli altri, di Chiriaco Carlo Antonio, a suo tempo direttore dell’Asl di Pavia, e Giuseppe Neri, capo della “locale” della ‘Ndrangheta pavese.
Tra i sette arrestati martedì mattina nel corso dell’operazione La Cueva ci sono Pier Luigi Sbardolini, 61enne direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Chiari (Brescia) – e che fino al gennaio 2011 ricopriva lo stesso ruolo all’ospedale San Paolo di Milano -, Luigi Gianola, 65enne direttore generale dell’azienda ospedaliera di Sondrio, e l’imprenditore Giuseppe Lo Presti di 65 anni e i due figli il 43enne Salvo Massimiliano e il 39enne Gianluca, titolari della Hermex Italia Srl. Oltre a loro l’ex politico e consulente Massimo Guarischi e il giornalista Leonardo Boriani di 66 anni.
Dalle investigazioni è emersa una ramificata rete di complicità nel mondo sanitario e istituzionale, con gravi e diffusi episodi di corruzione nell’ambito di vari appalti, tra cui: quello per la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali dell’ospedale San Paolo di Milano; per i servizi di radiologia presso l’Azienda Ospedaliera della Valtellina e della Val Chiavenna di Sondrio; per l’installazione di sofisticati macchinari per la diagnostica tumorale presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano e presso l’Azienda Ospedaliera di Cremona.
E’ stata fatta luce sui meccanismi per la creazione delle provviste di denaro utilizzato per le tangenti, che avveniva con la complicità del titolare di una finanziaria di Lugano, Giovanni Lavelli, cittadino elvetico, i cui uffici sono stati perquisiti, a seguito di rogatoria, dalle autorità locali.
Le informazioni di garanzia sono state emesse a carico di soggetti diversamente coinvolti negli episodi contestati, ed in particolare: Carlo Lucchina, già Direttore Generale della Sanità Lombarda; Danilo Gariboldi, Direttore Generale dell’A.O. “Mellino Mellini” di Chiari; Simona Mariani, Direttore Generale dell’A.O. di Cremona; Gerolamo Corno, Direttore Generale dell’Istituto Tumori di Milano; Pierguido Conti e Vincenzo Girgenti della “General Elettric Medical Systems Italia” di Milano; Alessandro Pedrini, già dipendente della Regione Lombardia; Massimo Streva della “Fratelli Scotti” impresa edile di Cinisello Balsamo; Battista Scalmani della “BS Biotecnologie” di Bergamo; Carlo Barbieri della “Brainlab Tecnologie” di Milano; Giuseppe Barteselli, dirigente presso l’A.O. San Gerardo di Monza; Bruno Mancini della “Biemme Rappresentanze” di Roma. Sono state, inoltre, effettuate acquisizioni documentali presso le Aziende Ospedaliere di Chiari, Sondrio, Cremona, Como, nonchè presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e l’Ospedale San Gerardo di Monza.

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