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Maroni si insedia il 15 marzo: “Idee chiare”

Il neogovernatore ha fatto visita per la prima volta al Pirellone. Ha incontrato il presidente uscente, Formigoni, e affermato che con Pisapia ci sarà "collaborazione".

(red.) Sulla giunta della Regione Lombardia che sarà guidata dal neo governatore lombardo, Roberto Maroni, lo stesso segretario federale del Carroccio, confida di ”avere le idee chiare” spiegando che ”non appena sarà insediato sarà nominata.
In ogni caso, ha spiegato Maroni al termine di un incontro con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ”a me non interessa la squadra di appartenenza politica ma il merito e la competenza” in particolare per quanto riguarda l’assessorato alla Sanità, oggetto in questi giorni di un vero e proprio totonomine e che dovrebbe andare a un esponente del Pdl. In ogni caso, ha tenuto a precisare lo stesso Maroni, la composizione della giunta avverrà dietro sua esclusiva indicazione.
Prima visita da neo presidente, anche se non ancora proclamato, della Regione Lombardia nella sede istituzionale dell’ente regionale. Durante la sua visita Maroni ha incontrato il presidente uscente Roberto Formigoni e alcuni dirigenti. Col primo, ha spiegato lo stesso Maroni, “ho avuto uno scambio di opinioni sulle questioni lombarde come avviene spesso. Formigoni ha fatto fare una revisione completa sui bilanci di questi suoi 18 anni da governatore ed è una buona cosa. La mia ambizione, il nostro obiettivo è di migliorare questi conti continuando questa esperienza di buon governo”.
Dopo Formigoni Maroni ha incontrato i dirigenti della Regione “che mi hanno detto tutti i problemi che ci sono ma anche dato qualche buona notizia. Molti di questi problemi”, ha sottolineato Maroni, “riguardano la crisi economica dopo che da Roma hanno tagliato molte risorse. Vi sono poi altri problemi che riguardano le infrastrutture”, ha fatto sapere Maroni, “incontrerò l’assessore Andrea Girardoni per parlare proprio delle grandi opere in corso quali la Brebemi (l’autostrada Brescia-Bergamo-Milano, ndr.), la Pedemontana e la Tem”.
Quanto al suo insediamento a Palazzo Lombardia “mi hanno detto che avverrà il 15 marzo, data particolarmente significativa per me percheè è anche il mio compleanno. La prima riunione di giunta”, ha sottolineato Maroni, “ si terrà poi il lunedì successivo e affronteremo subito le questioni più importanti che ci sono e vale a dire l’Expo, le grandi opere e la crisi economica”.
Per Roberto Maroni “l’unica strada possibile” per uscire dall’impasse post voto “è un governo di grande coalizione che duri 5 anni”. “Io penso di no e spero di no”, ha risposto il segretario federale della Lega Nord a chi gli chiedeva se ritiene necessario tornare al voto. “Penso che la risposta vera al grillismo, cioè al chi vuole sfasciare, sia il buon governo”, ha proseguito, conversando con i giornalisti al termine di un incontro coi dirigenti generali e centrali nella regione Lombardia. “L’unica strada possibile, secondo me, è un governo di grande coalizione che duri cinque anni”, ha sostenuto. “Un governo politico”, ha spiegato, che “affronti la crisi economica e faccia quelle riforme costituzionali che da troppo tempo sono attese”. “Ci sono posizioni comuni”, ha riscontrato.
A chi gli chiedeva un parere sugli otto punti fissati da Pier Luigi Bersani, Maroni ha risposto: “ci sono alcune cose condivisibili, altre no, come lo ‘ius soli’, che è una questione puramente ideologica”. Detto questo, ha continuato, “se Bersani vuole tornare al voto e fare andare Grillo al 60%, faccia pure”. Ma la Lega è pronta ad un appoggio esterno? “La Lega ha perso le elezioni, non tocca a noi, in parlamento siamo un piccolo gruppo”. “La responsabilit”, ha proseguito, “sta ai capi delle coalizioni che sono Bersani, Berlusconi e Grillo: noi guardiamo con attenzione a quello che succede ma ci occupiamo del governo del nord”.

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