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Rimborsi in Regione, quattro bresciani indagati

Si tratterebbe di Guido Galperti, del Pd, Dionigi Guindani, indipendente nel gruppo Pd, del capogruppo Udc Gianmarco Quadrini e di Mario consigliere centrista.

(red.) Dal frigo al Negroni di Renzo Bossi alla Nutella o al Crodino, sono queste alcune delle “spese sospette” contestate dalla Procura di Milano ai consiglieri lombardi.
Dopo i cosiddetti “rimborsi facili” che hanno portato ad iscrivere 62 esponenti del centrodestra (Pdl e Lega)  nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di peculato, l’inchiesta dei pm meneghini si è allargata anche ai membri dell’opposizione.
Secondo quanto emerso, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo con i pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, gli indagati sono 29 e tra loro figurerebbero quattro bresciani, ai quali è stato inviato un avviso di garanzia.
Si tratterebbe di Guido Galperti, del Pd, Dionigi Guindani (lista Sdi e sostenitore in città di Laura Castelletti), indipendente nel gruppo Pd, del capogruppo Udc Gianmarco Quadrini e di Mario consigliere centrista.
A Galperti e Guindani sarebbe stato inviato anche un invito a comparire, mentre per Quadrini e Scotti non sarebbe stato assunto questo provvedimento.
Lo stesso Quadrini, in una nota, ha spiegato che “Al momento non mi è pervenuta alcuna informazione di garanzia nè alcun invito a comparire”. Il capogruppo Udc in regione ha anche affermato che si tratti di una “una cosa giusta: non si poteva indagare in una sola direzione, è giusto verificare anche le spese dei gruppi di minoranza”, annunciando che  “se sarò chiamato, sarò tranquillamente in grado di dimostrare che le spese sostenute dal mio gruppo sono conformi alle norme che da quarant’anni vigono in Regione”.

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