Ricerca, 20mln contro la “fuga di cervelli”

La Regione ha stanziato le risorse destinate allo sviluppo di programmi di ricerca con il Cnr. Per uscire dalla crisi? "Investire in innovazione e tecnologie".

(red.) Prevede risorse per 20 milioni di euro, nel biennio 2013 -2014, destinate allo sviluppo di programmi di ricerca in Lombardia, l’Accordo Quadro sottoscritto lunedì dalla Regione Lombardia e dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). L’accordo è stato siglato dal presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e dal presidente del Cnr Luigi Nicolais.
Fra le finalità dell’accordo vi sono la formulazione di nuovi progetti di ricerca e sviluppo che abbiano un impatto diretto sulla competitività e sull’attrattività del tessuto imprenditoriale lombardo, creando lavoro, innalzando il livello d’eccellenza del territorio e portando progetti e idee sui tavoli nazionali, comunitari e internazionali. Un programma che si inserisce nel quadro dei finanziamenti alla ricerca e all’innovazione previsti dall’Unione Europea con Horizon 2012, che metterà a disposizione 80 miliardi di euro, e delle opportunità che saranno offerte dall’Expo 2015. L’intesa prevede che Regione e Cnr investano 10 milioni di euro ciascuno: sei sul primo anno e quattordici sul secondo. L’intesa siglata a Palazzo Lombardia si pone in continuità con la precedente, firmata dalle parti nel 2006. ”I risultati brillanti ottenuti con l’accordo di sei anni fa ci hanno oggi indotto a replicare” ha osservato il presidente Formigoni.
”Dobbiamo contrastare la fuga dei cervelli”, ha aggiunto, “dando ai nostri giovani ricercatori l’opportunità di fare ricerca in modo continuativo e con tempi adeguati, stabilizzandone la posizione presso enti e università e nelle aziende”. Per Nicolais ”non c’è che una soluzione per uscire dalla crisi: investire in ricerca, innovazione, tecnologie, vero volano dello sviluppo, specialmente in un Paese come l’Italia che può e deve competere prevalentemente per la qualità e inimitabilità delle produzioni”. ”Per farlo”, ha proseguito, “non abbiamo altra strada che costruire continue opportunità di dialogo, fra il mondo della ricerca, quello delle imprese e soprattutto con i governi locali, che conoscono le esigenze e le potenzialità dei territori”.

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