Leno, attorno al monastero riemerge il Medioevo

La fondazione dominato Leonense sta proseguendo gli scavi attorno al monastero. Si tratta del sito bresciano più ricco di sorprese.

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(red.) Sono trascorsi solo pochi mesi da quando gli archeologi scoprirono nel terreno circostante al monastero di Leno un insediamento risalente all’alto Medioevo. Per questo la Fondazione Dominato Leonense, in collaborazione con la Soprintendenza e l’Università di Verona, aveva deciso di insistere e continuare gli scavi nelle aree limitrofe.
La prima campagna è partita lunedì scorso e coinvolge studenti e docenti del corso di laurea in Archeologia dell’Università di Verona, guidati dal prof. Fabio Saggioro. L’indagine è mirata a promuovere una serie di interventi di riqualificazione e valorizzazione del patrimonio archeologico di Leno. C’è da accertare la presenza di stratigrafia antropizzata, ovvero di un deposito archeologico che contribuisca a completare il quadro già emerso in passato. L’area che sarà coinvolta nello scavo ha rivelato finora la presenza di un deposito ricchissimo di informazioni.
Sono subito emersi livelli di macerie (fra le quali sono stati riconosciuti anche elementi decorativi in pietra di notevole interesse), alcune strutture murarie ben conservate, numerosi frammenti di ceramica databile tra l’età Tardo Antica e l’età Rinascimentale, ma soprattutto quella che tecnicamente viene definita dark earth, ovvero «terra scura». Tali depositi, caratteristici dei siti di Età Altomedievale (V-X sec. d.C.), sono costituiti da terreno che spesso assume una colorazione nerastra determinata dalla presenza di una forte componente organica mescolata al terreno, risultato dell’abbondante presenza di rifiuti e scarti di cibo e dell’utilizzo del legno per la costruzione delle abitazioni civili. La presenza della «terra scura» e soprattutto il suo rapporto con i resti dell’antico monastero di fondazione longobarda, aprono un ventaglio completamente nuovo di interrogativi, che risulta ancor più carico di aspettative considerata l’ottima conservazione di tali depositi e il fatto che ad oggi, nella provincia bresciana, non è mai stato indagato un sito di Età Altomedievale di pari estensione.
La campagna scavi terminerà verso la metà di luglio e i primi risultati saranno presentati il 6 luglio, in occasione della Fiera di San Benedetto.

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