Gardone, garages: storia di un fallimento

Un investimento sbagliato di troppo e il Comune ha deciso di liquidare la partecipata Gardone 2002. Protagonisti i posteggi rimasti invenduti.

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(red.) Gardone 2002 la partecipata del Comune al 69% verrà messa in liquidazione. Lo ha deciso il Consiglio comunale del paese valtriumplino.
Nata nel 1990 con lo scopo di occuparsi della riorganizzazione della zona produttiva dell’Arsenale, la società aveva fatto anche qualche tentativo immobiliare nel centro storico senza ottenere risultati di rilevo (e anzi, le perdite furono gravose). Nel 2004 la svolta, con la ricostituzione del capitale sociale per ripianare le perdite ed un ulteriore tentativo di dare sostenibilità alla società conl’affidamento della gestione dei cimiteri del Comune per qualche anno.
«In quest’ultimo decennio -ha detto il sindaco Michele Gussago – la società che per il 31% è nelle mani di privati, ha svolto piccoli servizi al Comune senza registrare utili né perdite». Nel 2012 però un altro investimento sbagliato, questa volta di troppo, e la conseguente decisione di abbandonare al proprio destino la partecipata. L’investimento in questione è stato la realizzazione di 34 garages in zona Oneto, proprio a ridosso della montagna, con l’idea che in una zona popolosa priva o quasi di posti auto al coperto l’operazione si sarebbe conclusa in poco tempo. Una scelta, dunque, con una sua logica economica peer nulla dissennata, che però non ha avuto la fortuna prospettata. Su 34 totali quattro sono stati dati gratuitamente come contropartita ai proprietari che avevano ceduto del terreno per la realizzazione della bretella. Dei restanti 30 solo nove sono stati venduti. Gli altri 21 sono rimasti senza aquirenti privi di ospiti a quattroruote. Da qui la decisione da parte dell’Amministrazione di mettere in liquidazione la società«ottemperando tra l’altro ad un adempimento normativo- sottoline Gussago – ora i soci dovranno riunirsi per valutare l’operazione. Il Comune bresciano per poter liquidare dovrà raggiungere la titolarità dell’80% delle quote, poi l’operazione verrà avviata».
E i garages? Ora si pensa di affittarli o di venderli nell’ambito di interventi edilizi: i privati potrebbero acquistarli anziché pagare gli oneri di urbanizzazione. chissà che questa formula abbia un po’ più di fortuna…

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