«Pd, primarie Schlein-Conte: a Brescia cresce il fronte del no, Speranza le definisce un clamoroso autogol»
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Le Primarie nascono da schemi aut…aut…e non può che essere così, dovendo scegliere tra il bianco ed il nero, da subito od in seconda battuta. Si sono immaginate tali opzioni nella fase del dopo Ulivo e poi in quella formativa d’un PD maggioritario e sostenitore di uno schema bipolare, sia con riferimento al sistema bipartitico, che (absit iniuria…) di governo. Quindi dal semipresidenzialismo (D’Alema nella Commissione bicamerale) e pure poi al Premierato (sic!), oggi giustamente osteggiato. Tanto per dire di una certa qual confusione, che ha poi visto un PD, aspirante maggioritario, ma poi dimezzato dal 40 al 20%. E con Grillo, in parallelo, superare il 30%!
Oggi ci si infila “testardamente” nelle Primarie, che a mio modesto (e spero pure sbagliato) parere che dal bivio iniziale – quindi con scelta netta: aut…aut…), stanno ormai oltrepassando il trivio, per ritrovarsi ora in un vero e proprio labirinto.
I sondaggi valgono quel che valgono, ma colgono una tendenza…E quello del Corsera, con Pagnoncelli, ci dice che Conte sfiora il 40%, che Schlein ha il 22% ed un candidato Federatore potrebbe avere un 20%. E che tra Conte e Schlein, in ballottaggio, il rapporto è tra il 43 ed il 30%! Intendiamoci son ipotesi di sondaggi e non le tavole di Mosè. Ma vi sono numeri che van letti con la lente. Tra cui la limitata compattezza, per esempio, del voto PD (49%), che peraltro si è già verificata negli anni precedenti.
Ma ciò che non è valutabile con precisione è il fattore “respingente” presente nel Campo largo nel caso della candidatura dell’uno o dell’altra: Conte – Schlein. In astensioni o peggio! Immaginare che a fronte della divisione (che peraltro rischia di crescere) tra i Leader del Campo largo si possa immaginare invece una scontata coesione di fondo del voto popolare è un errore imperdonabile. Un’illusione pensare che chi ha votato prima Conti voti in egual misura dopo Schlein e viceversa! Ci sarà pure una ragione se nella stragrande parte dei Comuni il voto di PD e di 5S non si è ancora mescolato in tutti questi anni. Così nei Comuni di Brescia!
Chi ha un minimo di rapporti con vari elettorati sa che il voto popolare è persino più radicalizzato ed ondivago. Per questo ritengo un errore strategico, in questa fase, avere un capo di partito – che sia Schlein o Conte – come proposta di capo di Governo. La qual cosa divide inesorabilmente una parte, ma decisiva dell’elettorato. Per questo a fronte di una speranza che emerge netta anche dal sondaggio del Corsera va ricercato un “federatore”, quindi un Leader terzo non divisivo, rispetto ai due Segretari di partito.
Mi permetto un consiglio non richiesto alla Segretaria Schlein ed è quello di non fare l’errore d’una sua presunzione politica, come fece a suo tempo Renzi. Sì proprio il Renzi sull’onda di allora, seppur su una materia diversa. Tantomeno che sia obbiettivo e disinteressato il parere di vari consigliori che dipendono dalla Segretaria per le proprie candidature in Parlamento e ruoli di vario genere. Cose risaputissime, ma ben poco considerate dal mal dell’apice della piramide.
Come una bandiera al vento si ripete che allora Schlein non s’era vista arrivare alla Segreteria…vero! Tra questi anche dal Sottoscritto, che poi l’ha votata al Congresso e si considera parte della sua area a Brescia. Ma oggi il tema è che non vorrei proprio – per una scelta sua sbagliata – dopo non averla vista allora arrivare doverla vederla invece…andarsene per una scelta che considero sbagliata!
A fronte dell’ondata nera e di destra in Europa ed anche in Italia una Segretaria ed un PD che, rovesciando un tale orientamento, sconfiggano la Meloni, è quanto di più grande ed importante si possa immaginare nell’interesse del Paese e dello stesso PD. E non solo. Riuscire in tale impresa, avendo – a mio modesto parere – fatto proprio un decisivo “passo a lato” per poter raggiungere quell’obbiettivo. Che è quanto di più grande si possa immaginare e riconoscere alla Segretaria Schlein la palma della vittoria, non solo in ragione a quel punto d’una generosità personale, ma per intelligenza ed una riconosciuta regia politica, non del solo PD, ma dell’intera e vincente Alleanza democratica.
Determinando altresì un clima più generale nel Paese anche in favore delle elezioni territoriali. Penso a Milano in primis. Ma pure anche a Brescia, a partire dal Comune capoluogo, dove si misurano il valore della guida, le possibilità della vittoria nelle condizioni date, quindi in ragione di una logica non del solo partito, ma di coalizione la più ampia possibile, ricandidando la Sindaca Castelletti, espressione del civismo e di un riformismo di centrosinistra.
In occasione della presentazione del suo recente libro “La nostra sicurezza”, che si è tenuta il 21 settembre nella sede della Fondazione DS di Brescia “, l’on. Roberto Speranza ha confermato la sua netta contrarietà alle Primarie in particolare tra Schlein e Conte, ritenendole un grave errore politico e un “clamoroso autogol” per l’intero Centrosinistra.
Egli ha giustamente motivato come la mobilitazione per le Primarie si rovescerebbe poi negativamente sugli sconfitti, in occasione poi delle decisive elezioni politiche. Nell’ipotesi della sconfitta sia di Schlein, che di Conte per il voto grillino. A maggior ragione registrando già difficoltà di Programma tra PD e 5S e la contrarietà alle Primarie anche da parte della sinistra di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS).
Da parte mia ritenendo che siano proprio tali Primarie ad accentuare il divario programmatico che constatiamo, nella logica appunto della contrapposizione del voto. Che poi sarà difficile recuperare in particolare da parte di uno sconfitto che ricercherà la propria rivincita rivolta più verso gli alleati che gli…avversari! Cose peraltro già viste nel Centrosinistra…e ben sapendo le possibili ripercussioni negative anche a livello locale, dalle prossime elezioni di Milano per arrivare poi anche a Brescia…
Claudio Bragaglio (Direzione PD lombarda)








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