Lettere al direttore

«India e Sud‑Est asiatico: un ponte culturale che attraversa i secoli»

Più informazioni su

L’Indipendenza dell’India non è solo una ricorrenza nazionale: è anche l’occasione per ricordare come la civiltà indiana abbia dialogato per millenni con il Sud‑Est asiatico. Idee, racconti, simboli religiosi e tradizioni hanno viaggiato insieme ai monsoni, ai mercanti e ai pellegrini, creando un legame che ancora oggi unisce India, Indonesia, Malaysia, Singapore, Thailandia, Vietnam, Cambogia, Laos e Myanmar.

Nella memoria dell’India orientale vive ancora la Bali Yatra, la celebrazione che ricorda le antiche rotte marittime dei navigatori di Kalinga, nell’attuale Odisha. Ogni anno, lungo il Mahanadi, piccole barche vengono affidate all’acqua per onorare quei viaggiatori che raggiungevano Bali portando tessuti, spezie e storie. Non erano solo commercianti: erano narratori del Ramayana e del Mahabharata, costruttori di templi, portatori di una visione spirituale che vede il sacro in ogni forma di vita. Ancora oggi, nei villaggi balinesi, i racconti del Ramayana e i piccoli santuari induisti testimoniano che quel ponte culturale non si è mai spezzato: ha semplicemente cambiato forma.

Questo legame continua a essere rafforzato. Durante la visita di Stato in Indonesia nel luglio 2026, il Primo Ministro Narendra Modi ha raggiunto il complesso templare di Prambanan, vicino a Yogyakarta, il più grande santuario dedicato a Shiva nel Paese. Insieme al Presidente Prabowo Subianto ha inaugurato l’avvio dei lavori di conservazione curati dall’Archaeological Survey of India. Prambanan non è solo un monumento: è un poema scolpito nella pietra, celebre per le sue rappresentazioni del Ramayana, considerate tra le più raffinate al mondo. Oggi, esperti indiani e indonesiani lavorano fianco a fianco per preservare questo patrimonio condiviso.

Lo stesso spirito di collaborazione attraversa il Mekong. In Laos, l’India sostiene il restauro di Vat Phou, antico tempio shivaita poi divenuto luogo buddhista, e la tutela delle arti tradizionali legate al Ramayana, come il teatro delle ombre Pha Lak Pha Lam. In Cambogia, l’impegno indiano prosegue da decenni: da Angkor Wat a Ta Prohm, da Preah Vihear ai templi minori, ogni intervento è un gesto di cura verso una storia comune.

In Vietnam, gli archeologi indiani hanno collaborato alla conservazione del sito di My Son, dove risuonano ancora le memorie dei sovrani Cham. Altri progetti riguardano la tutela della torre di Nhan e la digitalizzazione dei manoscritti Cham, per rendere accessibile un patrimonio che unisce Hanoi a Chennai con un semplice clic.

Il racconto di questa connessione non vive solo nei monumenti. Le recenti esposizioni delle reliquie del Buddha in Thailandia e Vietnam hanno richiamato milioni di persone, mostrando come la devozione e la cultura buddhista continuino a unire le comunità asiatiche. E quando le piastre di rame di Leiden, legate ai sovrani Chola e ai loro scambi con l’Indonesia, sono tornate in India, quel gesto ha ricordato che la storia può ritornare a casa, rafforzando l’orgoglio condiviso di due civiltà sorelle.

Per custodire e raccontare queste radici comuni, è nato anche il MGC Asian Traditional Textile Museum a Siem Reap, dove i tessuti di India, Cambogia, Laos, Myanmar, Thailandia e Vietnam vengono esposti fianco a fianco. Qui, il telaio diventa un ambasciatore silenzioso, capace di unire culture diverse attraverso colori e intrecci.

Nuovi capitoli sono già in scrittura: restauri di murali del Ramayana in Laos e Cambogia, progetti dedicati al patrimonio buddhista di Bagan in Myanmar, iniziative culturali che mettono al centro artisti e comunità locali. Ogni intervento è una promessa: il dialogo tra India e Sud‑Est asiatico continuerà a crescere nel rispetto delle tradizioni e con lo sguardo rivolto al futuro.

In questo 15 agosto, mentre l’India celebra il suo cammino verso la modernità, riconosce anche la forza di un legame che attraversa mari, montagne e secoli. Le differenze linguistiche e culturali non cancellano ciò che unisce: storie scolpite nella pietra, miti condivisi, valori che parlano di pace, conoscenza e rispetto reciproco. Un ponte che, dal Gange al Mekong, continua a illuminare il cammino comune di un’intera regione.
Daljit Makkar

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.