Brescia e gli eventi “rumorosi”: «Serve un limite ai decibel per tutelare i cittadini»
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Lettera alla Sindaca di Brescia, all’Assessore/a competente, al Comandante della Polizia Urbana, al Questore e al Prefetto
Gentile Sindaca di Brescia e Assessore/a competente, Comandante della Polizia Urbana, Questore e Prefetto,
il Piano di classificazione acustica, ovvero la geografia del rumore della nostra città, è stato oggetto di revisione?
Nell’aggiornare la suddivisione del territorio in fasce acustiche – strumento essenziale per governare le trasformazioni urbanistiche e prevenire conflitti tra funzioni differenti – è emerso come il tessuto urbano si sia sviluppato senza prevedere adeguate zone di mitigazione, specialmente in relazione a eventi come le feste politiche e, in particolare, la rumorosa manifestazione di Radio Onda d’Urto.
Gentile Sindaca, è necessario porre un limite all’impatto sonoro di tali eventi: chi risiede a due chilometri di distanza non deve subire il disturbo della musica.
Le ricordo, a tutela della salute pubblica e in relazione allo stress causato dall’inquinamento acustico, che è urgente una valutazione attenta per ripristinare un equilibrio sostenibile.
Dato che tali eventi prevedono l’obbligo del 112, di squadre di sicurezza e spesso del presidio della Polizia Locale per gestire l’afflusso, non si potrebbero incaricare gli agenti anche del monitoraggio dei decibel, oppure anche nell’utilizzo dei volontari di Protezione civile nello spirito di prevenire-prevenzione da bombardamenti da suoni pericolo alla salute?
Sarebbe opportuno che intimassero a chi si trova alla console – «intento a gestire flussi sonori assordanti» che superano la normale tollerabilità – di abbassare il volume, trattandosi di una condotta che configura il reato di disturbo della quiete pubblica.
Come sanzione accessoria, proporrei di obbligare gli ospiti, già provati dai volumi eccessivi, a un’ora di ballo lento o di un pacato valzer, insieme all’assessore competente e al Comandante della Polizia Locale.
In alternativa, si potrebbe optare per un’ammenda spirituale, qualora l’ex assessore Capra si rendesse disponibile a guidare un rosario di due ore a basso volume.
Le iniziative di Radio Onda D’Urto dovrebbero emettere suoni di pace, non dispositivi sonori rumorosi tipo bombardamenti.
Chiedo a don Fabio Corazzina di rendersi disponibile a redimere queste moltitudini di esseri trasformati in zombie indemoniati da decibel! Io l’aiuterò con il breviario della normativa sullo stress correlato ai suoni demoniaci!
La sensazione di «suoni di guerra» non deriva da queste iniziative rumorose, non pacifiche e dannose per la salute!
Ogni cittadino ha diritto di essere ascoltato dal proprio Comune, maggioranza e opposizione, a prescindere dalle simpatie personali.
Celso Vassalini







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