«Sicurezza a Brescia: misure concrete, non visione autoassolutoria»
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Anche l’incontro recentemente svoltosi nel quartiere di Via Milano ha confermato ancora una volta ciò che i cittadini stanno segnalando da tempo: la richiesta di maggiore sicurezza non proviene da una singola zona della città, ma attraversa ormai numerosi quartieri e rappresenta una delle principali preoccupazioni dei bresciani.
A chi vive quotidianamente le criticità di determinate aree cittadine va il pieno sostegno e l’ascolto di chi ritiene che il diritto alla sicurezza sia una condizione fondamentale per la qualità della vita, la socialità e lo sviluppo del territorio.
Sul tema della sicurezza urbana si è assistito, nel corso di questo mandato amministrativo, a un’evoluzione della posizione dell’Amministrazione comunale. In una prima fase, sindaca Castelletti e assessore Muchetti hanno frequentemente minimizzato il problema, attribuendo molte delle segnalazioni a presunte strumentalizzazioni politiche del centrodestra.
Oggi, di fronte all’evidenza dei fatti e a una domanda di sicurezza che emerge da più parti della città, la strategia sembra essersi spostata verso una diversa impostazione: attribuire quasi esclusivamente ad altri livelli istituzionali la responsabilità delle criticità esistenti. Si tratta di una lettura incompleta della realtà.
Nessuno mette in discussione il ruolo fondamentale dello Stato e delle Forze dell’Ordine. Tuttavia è altrettanto vero che il sindaco dispone di strumenti e poteri significativi per incidere sulla sicurezza urbana.
Il sindaco, infatti, opera anche quale ufficiale del Governo e può adottare provvedimenti finalizzati a prevenire ed eliminare situazioni che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana. Ha la facoltà di emanare ordinanze per contrastare degrado, incuria e comportamenti che compromettono la vivibilità dei quartieri; impartisce inoltre le direttive alla Polizia Locale, ne coordina l’attività e può intervenire attraverso specifici regolamenti e strumenti di tutela del decoro urbano.
Tra le leve disponibili rientrano le ordinanze contingibili e urgenti, gli interventi contro il degrado urbano, il rafforzamento dei controlli sul territorio, l’applicazione delle misure previste dalla normativa sul cosiddetto Daspo urbano e, più in generale, una chiara strategia amministrativa orientata alla prevenzione e al presidio delle aree maggiormente problematiche.
Per questo motivo non è credibile sostenere che il Comune sia semplicemente spettatore di fenomeni che riguardano la sicurezza cittadina.
Anzi, proprio perché la sicurezza è una responsabilità condivisa tra più istituzioni, ogni livello amministrativo deve assumersi la propria parte di competenza e di responsabilità, senza solo scaricare il problema su altri soggetti.
Anche perché mantenere la linea secondo cui il Comune non avrebbe alcun ruolo concreto nella sicurezza urbana porta inevitabilmente a una domanda tanto semplice quanto legittima: se davvero l’Amministrazione non dispone di strumenti per intervenire, quale sarebbe allora la funzione stessa di un Assessorato alla Sicurezza? I cittadini chiedono meno giustificazioni e più risultati.
Paolo Fontana
Consigliere comunale Capogruppo Gruppo Consiliare Forza Italia – PLI in Loggia






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