M5S Brescia: «Paolo Fontana guardi in casa propria invece di evocare fantasmi»
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Egregio direttore,
Ancora una volta Paolo Fontana dimostra che il centrodestra bresciano non ha un’idea di città e nemmeno un’idea di Paese. Per questo continua a parlare di coalizioni, di baricentri politici e di presunti spostamenti a sinistra invece di confrontarsi con i problemi reali dei cittadini. Mentre migliaia di famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, mentre salari e pensioni perdono potere d’acquisto e mentre il sistema produttivo italiano attraversa una fase di difficoltà, il centrodestra preferisce alimentare paure e contrapposizioni ideologiche.
Fontana dovrebbe spiegare ai lavoratori bresciani perché il suo schieramento ha votato contro il salario minimo comunale. Dovrebbe spiegare perché chi governa il Paese da anni non è riuscito a dare risposte efficaci sul lavoro povero, sul costo della vita e sulle crescenti disuguaglianze. Più che preoccuparsi del Movimento 5 Stelle, Fontana dovrebbe preoccuparsi dell’astensionismo crescente, della crisi di rappresentanza che colpisce la politica e di una coalizione di centrodestra che continua a perdere pezzi e a spostarsi verso posizioni sempre più estreme, inseguendo chi semina paure, rabbia e divisioni invece di costruire soluzioni.
Quanto a Brescia, la memoria è corta ma i fatti restano. Se oggi la città discute di sostenibilità ambientale, mobilità dolce, partecipazione dei cittadini, riduzione dei rifiuti e qualità dello sviluppo urbano, è anche perché il Movimento 5 Stelle questi temi li portava nelle istituzioni e nelle campagne elettorali oltre dieci anni fa, quando molti li consideravano utopie. Il porta a porta, la riduzione del ricorso all’inceneritore, il bilancio partecipativo, il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle decisioni pubbliche erano punti qualificanti del nostro programma quando altri guardavano altrove. Oggi molte di quelle proposte sono diventate patrimonio comune del dibattito cittadino. E se Brescia è migliorata in questi anni, ciò è dovuto certamente al lavoro delle amministrazioni che hanno governato la città, ma anche alla spinta culturale e politica di chi ha saputo anticipare temi e bisogni che oggi tutti riconoscono come centrali.
Prima di parlare di “Castelletti bis”, Fontana dovrebbe spiegare ai bresciani perché dovrebbero rimpiangere Paroli. Perché è questo il punto. Il centrodestra continua a evocare scenari futuri, ma evita accuratamente di fare i conti con il proprio passato amministrativo e con i risultati del proprio governo nazionale.
Noi continueremo a occuparci di lavoro, salari, ambiente, mobilità, partecipazione e qualità della vita. A Fontana lasciamo le etichette ideologiche e gli spauracchi da campagna elettorale permanente. I bresciani hanno problemi molto più concreti da affrontare e meritano risposte, non slogan.
Luca Cremonini, Coordinatore Provinciale Movimento 5 Stelle Brescia






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