«Primo Maggio, il lavoro sicuro passa dal dialogo tra generazioni»
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Cortese Direttore,
Ho la sensazione, da illo tempore, che i Governi e le anarchiche interpretazioni delle Regioni ignorino il Paese reale. Urge, e propongo di chiamare a raccolta risorse come pensionati/e, un contratto di tutoraggio o, per meglio dire, di trasferimento generazionale delle competenze. Aggiungo: essere “osservatori alla Sicurezza sul Lavoro”: questa è una delle principali novità da inserire nel Disegno di Legge; secondo la “dormiente” ultima bozza del DDL, i datori di lavoro privati e la PA potranno chiedere una collaborazione a un pensionato/a che faccia da tutor e aiuti a orientarsi nel mestiere un giovane neoassunto. Il contratto di tutoraggio sembra un nuovo modello di lavoro che può portare benefici per tutti, come osservatori e accompagnatori alla prevenzione: i pensionati/e si mantengono attivi e integrano la propria pensione (spesso troppo bassa). Estenderlo anche alle istituzioni della PA potrebbe essere una buona idea: non farebbe male una guida per orientarsi nell’intricato mondo formativo e informativo delle procedure, un aiuto al controllo in più e alla prevenzione. La festa di oggi, inoltre, si presenta come occasione per ribadire la centralità del lavoro nella vita della comunità, e per ogni piccola e grande azienda si arricchisce di un’ulteriore valenza se si pensa non solo in generale al lavoro, ma piuttosto a un vantaggio esperienziale-culturale legato al “lavoro sicuro”. Oggi abbiamo l’esigenza di invertire la rotta, e per non essere più considerati il Paese dell’emergenza, le Regioni e i Sindaci dovrebbero investire nella formazione e informazione a partire dalla scuola di ogni ordine e grado. E ci metterei anche un po’ di storia del lavoro e cultura della protezione civile per una generazione che diventi un professionista volontario per il bene della comunità.
Celso Vassalini








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