«Violenze dell’Ice di Trump in America: nessuna pietas dalla destra italiana»
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Egregio direttore,
immagino che tanti italiani si ricordino l’ assassinio, in America, di una deputata democratica del Minnesota e di suo marito.
Immagino che tanti italiani si ricordino che non una parola di cordoglio sia stata spesa da alcun rappresentante del nostro governo.
Immagino che tanti italiani si ricordino dell’ assassinio del giovane, militante Maga, Charlie Kirk, sempre in America.
Immagino che tanti italiani si ricordino come la destra al governo, da Meloni a Salvini, abbia speso parole incendiarie contro la sinistra, strumentalizzando senza ritegno quel dramma. Versando lacrime… di coccodrillo.
Quando tutti i massimi dirigenti della sinistra italiana avevano utilizzato parole di condanna dell’ accaduto e di cordoglio. È evidente che per qualcuno, in questo Paese, il valore della vita umana non sia uguale per tutte e tutti.
E questi giorni ne stanno dando una riprova. Di fronte alle violenze inaudite perpetrate da quella che sta diventando una forza di polizia al servizio di Trump (ICE), infatti, da parte della destra italiana non si è vista nessuna pietas. Nemmeno una parola, nemmeno una lacrima per l’ uccisione di due cittadini inermi. Nessuna parola, nessuna condanna neanche per l’ utilizzo di bambini come esche. Una dimostrazione ulteriore che il nazionalismo e il sovranismo si convertono presto in vassallaggio e servilismo.
In questo ultimo mese (dal Venezuela alla Groenlandia, dall’Onu privata di Trump all’ imbarazzante dichiarazione sul conferimento del Nobel) si sta concretizzando una deriva verso una nazione a sovranità limitata, per obbedire a quello che evidentemente si considera il capo mondiale di un movimento che vuole fare transitare l’ Occidente dalla democrazia alla democratura. È un insulto alla storia di un paese che, anche al tempo della guerra fredda, aveva saputo mantenere una autonoma politica estera.
A rischio è per davvero il patto repubblicano, sancito dalla Costituzione nata dalla Resistenza.
Paolo Pagani della direzione regionale del Pd




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