Pagani: «Finanziamenti ad Hamas: lo sciacallaggio della destra al governo»
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Egregio direttore,
ogni giorno di più è chiaro come la pratica quotidiana della destra al governo sia lo sciacallaggio.
Ultimo esempio: la strumentalizzazione della grave vicenda dei finanziamenti ad Hamas. Ebbene, la sinistra, i democratici, i milioni di italiani che hanno manifestato contro il genocidio sono la parte lesa.
Un governo che non ha fatto nulla per un popolo martoriato, che ha girato la testa dall’ altra parte per tutto il tempo, non può associare i responsabili dei finanziamenti occulti a quell’ Italia per bene che ha sostenuto e partecipato alle mobilitazioni per porre fine al massacro di un popolo. E se c’è una sia pur fragile tregua il merito è anche loro. Non certo di un improbabile ministro degli esteri o di una capa del governo, dimostratisi insensibili (è un eufemismo) alla tragedia palestinese.
Ma c’è un di più che emerge da questa indagine. Ed è il fatto che la magistratura italiana sa fare il suo mestiere. Una magistratura che, com’è giusto, non guarda in faccia a nessuno; una magistratura lontana mille migliaia dalla caricatura che ne fa la destra: politicizzata e rossa.
L’ indagine dice appunto del cortocircuito logico della strumentalizzazione tentata dalla destra: se la sinistra fosse connivente con i finanziatori di Hamas, la magistratura rossa si sarebbe fermata di fronte ad un suo santuario.
Ma è lapalissiano che così non sia.
E allora diventa cristallino l’obiettivo della non riforma della giustizia. Che non influirà di una virgola sui tempi dei processi e aprirà la strada alla subordinazione dei Pm alla politica.
Lo ha detto quel buontempone del ministro della giustizia: non capisco perché il PD sia contrario considerato che la riforma potrebbe fare comodo anche a loro, giudicando gli altri con il suo stesso metro: un vizio già stigmatizzato dal Cristo.
Insomma, la non riforma, parola di ministro, serve a evitare che i Pm indaghino sulla politica, sui colletti bianchi, sulla corruzione.
Perché poi arriverà la abolizione della obbligatorietà dell’ azione penale e al seguito la dipendenza dei Pm dal governo.
È già scritto nella logica politica.
Per non perdere stanno tentando di anticipare il più possibile il referendum perché pensano di essere in vantaggio.
Ma sarà un triste risveglio: i sostenitori del No sono in costante aumento. Per una ragione semplice: come dice un vecchio detto le bugie hanno le gambe corte e anche il fiato corto.
Si può ingannare qualcuno per lungo tempo, si possono ingannare tanti per un tempo breve, ma non si possono ingannare tanti per lungo tempo.
Le palesi strumentalizzazioni (vicenda Garlasco, bambini nel bosco e questa dei finanziamenti) si ritorceranno contro questi imprenditori dell’ inganno.
Paolo Pagani della direzione regionale del Pd








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