«In Valtrompia il coordinamento per i 5 referendum su lavoro e cittadinanza»
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Egregio direttore,
Si è costituito nei giorni scorsi anche in Valle Trompia il coordinamento per i 5 referendum su lavoro e cittadinanza, fissati per i prossimi 8 e 9 giugno.
È una scadenza decisamente importante per abrogare una serie di norme che, negli anni, hanno colpito il lavoro, i suoi diritti, la sua dignità.
I licenziamenti senza giusta causa, qui e ora, non hanno le tutele degne di un paese civile.
Il potere del datore di lavoro si è dilatato a dismisura.
La precarietà è ormai diventata una piaga per intere generazioni.
Contratti a termine di tutti i tipi, senza alcuna reale giustificazione produttiva, lasciano nell’ incertezza futura centinaia di migliaia di donne e di uomini.
La pratica dei subappalti, senza responsabilità per l’ appaltatore iniziale, è all’ origine della crescita costante di infortuni e morti sul lavoro.
Brescia, è di questi giorni la notizia, è ancora una zona rossa per i morti sul lavoro.
Si tratta di situazioni inaccettabili. Che richiedono una lotta quotidiana perché la nostra Costituzione non rimanga inattuata sui posti di lavoro.
Il referendum sulla cittadinanza è una risposta, minima, alla presenza sul territorio di lavoratori che pagano le tasse, ma non sono uguali agli altri.
I referendum sono un’ occasione, insomma, per rendere l’ Italia più giusta.
Nel coordinamento della Valle Trompia sono presenti vari partiti e associazioni: PD, Sinistra Italiana, sinistra gardonese, sinistra di Valle, ANPI, Compagno è il mondo, oltre ovviamente alle Camere del lavoro. Sono presenti anche militanti del Movimento 5 stelle.
Sono state già programmate 3 assemblee pubbliche a Gardone, Concesio e Lumezzane.
Sarà organizzata una presenza in tutti i mercati, fuori dagli ospedali, dalle scuole e dalle fabbriche.
Molti gazebo sono organizzate in parecchi comuni.
Questi referendum devono segnare l’inizio di una nuova fase sociale per il lavoro, che in questi anni è stato vilipeso e svalorizzato. Questo voto è la nostra rivolta.
Paolo Pagani del coordinamento provinciale referendum








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