“Giunta Brunori a Gardone: un anno di promesse mancate e strappi alla tradizione”
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Brescia. “In un battito di ciglia saremo ad un anno di Giunta Brunori a Gardone Val Trompia.
Della svolta epocale promessa neppure l’ ombra. Prevengo l’obiezione: lasciamoli lavorare. Ma, stando ai parametri della Meloni, la destra ha rivoltato il paese, in un battito di ciglia.
Propaganda, ovviamente. Per stare all’ economia l’ Italia sta paurosamente regredendo, salari sempre più magri, bollette sempre più pesanti.
Ma scendiamo giù per li rami e torniamo a Gardone.
Ebbene 1) il primo bilancio approvato stanzia le briciole per opere pubbliche. Delle due l’ una: o le amministrazioni precedenti hanno fatto tutto o questi hanno poche idee.
Vediamo alcune piccole manutenzioni: il minimo sindacale. Per vedere un’ opera pubblica targata Brunori ne passerà di acqua sotto i ponti del Mella; 2) hanno pensato bene di aumentare a dismisura tutte le tariffe dei servizi sociali scolastici e di trasporto e di modificare il piano famiglia, penalizzando le famiglie meno abbienti. Le entrate aumenteranno del 50%.
La destra non mette le mani nelle tasche degli italiani, ma di quelli benestanti; 3) il paese è sempre più sporco.
Ma c’è un però. Sono programmate tante iniziative sotto la denominazione La via del gusto: bancarelle, street food, sagra del salame.
Quest’ ultima il 25 aprile nel parco dove si svolge regolarmente la celebrazione della Liberazione.
Dopo la negazione del patrocinio all’ iniziativa ANPI sul neofascismo, un altro strappo con la tradizione antifascista gardonese.
In un comune come Gardone che ha sempre fatto scuola per il suo riformismo municipale, nelle tre versioni socialcomunista, cattolico-democratica e ulivista, vedere l’ amministrazione trasformarsi in un comitato delle sagre fa veramente tristezza. Torno a prevenire l’obiezione: sono agli inizi. I detti popolari sono tali perché ci azzeccano.
Il buongiorno si vede dal mattino, recita uno dei più gettonati. A Gardone il mattino ha tutte le sembianze del crepuscolo”.
Paolo Pagani della direzione regionale del PD.







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