«Ente Provincia: non colto il “compromesso storico” proposto da del Bono»
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Brescia. «Sono amareggiato dei vari cultori che puntano il dito, introducendo la distinzione tra l’errore e l’ errante, quindi non giudicate chi con coraggio indica una via per il bene di tutte le Comunità. La politica Bresciana è da sempre caratterizzata dalla sfida tra destra e sinistra, due schieramenti che si contrappongono su temi sociali, economici e culturali. Alcuni personaggi chiave di questa sfida sono, politici, attivisti di lunga data che hanno ricoperto importanti incarichi sia nella destra che nella sinistra Bresciana. La sua carriera politica ha visto Del Bono ricoprire numerosi ruoli di rilievo, tra cui quello di sindaco, dopo Milano la nostra importante città Capoluogo, e quello di deputato alla Camera del Parlamento Italiano, ora Vice Presidente della Regione Lombardia. Grazie alla sua esperienza, Emilio è diventato un punto di riferimento per coloro che cercano un approccio più pragmatico alla politica, cercando di superare le divisioni ideologiche e concentrarsi sulle soluzioni concrete ai problemi della nostra Provincia per una nuova prospettiva di cambiamento anche per la Regione.
La preoccupazione e la nuova via di Emilio, e altri, è nell’analisi su quanto hanno continuato a fare le Province nell’ultimo decennio, malgrado i dissennati interventi “riformatori” del legislatore, aiuterebbe a comprendere bene l’urgenza di entrambi tra destra e sinistra. Emilio Del Bono cerca di spiegare, come la politica italiana sia cambiata nel corso degli anni e come il confronto tra destra e la sinistra abbia influenzato il destino prossimo delle Comunità. Come accade quasi ineluttabilmente, gran parte dei commentatori non riescono a sottrarsi alla tentazione di riportare l’attenzione esclusivamente sul “ceto politico” e sui relativi costi oppure sull’interesse politico-elettorale del momento che giustificherebbe accelerazioni o rallentamenti, trattative e scambi, per indirizzare verso la direzione più favorevole per una scelta finale comunque ormai obiettivo pressoché unanimemente riconosciuto come necessario. Queste ibrida maggioranza e opposizione, in realtà, la Provincia dalla veste flebile Costituzionalmente “strana, ibrida rimane esattamente al suo posto, senza modificare il proprio raggio territoriale. Cambieranno nome in “enti di area vasta” ma, al di là di questo, a modificare, infatti, saranno specialmente alcune funzioni, così come la composizione e la formazione del consiglio provinciale, che saranno eletti dai sindaci e da consiglieri comunali.
Forse gli Organi Istituzionali che pian piano ci vengono sfilati, spenti non sarà perché è mancata l’introduzione delle Città metropolitana? Che avrebbero sostituito le amministrazioni provinciali nelle zone dei maggiori centri urbani: in questo caso, a presiedere sarebbe stata la Sindaca/Sindaco della città con più abitanti, e soprattutto con il voto elettorale dei Cittadini, e non quelle firme simili al Mov5Stelle siete circondati! Ora la Provincia ibrida, vuota e senza soldi e rappresentata dai Sindaci, oltre le molte attività di cui sono state spogliate, depredate. L’unico vero incarico di valore è la Consigliera di parità che tiene rapporti con il mondo produttivo e Sindacale. Quindi perché non sperimentare una nuova formula indicata dall’On. Vice Presidente Dott. Emilio Del Bono: Tutti conoscono la caduta di Troia, l’ipotesi del cavallo, che qualcuno dal freno leninista storico pensava di essere Dart Fener di guerre botteghe oscure… questa formula non è applicabile, non funziona; Da illo tempore vi è l’incapacità di governare, l’inadeguatezza nell’elaborare una nuova visione politica, il rifiuto di misurarsi con la propria storia e mancanza di coraggio di prospettiva. E spiegando le ragioni di una crisi d’identità mai così grave come oggi, Emilio Del Bono e molti altri, mostrano da dove ripartire per costruire una nuova sinistra-centrista, oso dire socialista… pardon, pardon, intendevo quella luce filosofia politica di socialdemocrazia…!? Con nuove formule in grado di rispondere alle sfide della modernità. Provincia di Brescia è ente territoriale di area vasta dotato di autonomia statutaria, regolamentare, amministrativa e finanziaria, secondo i principi fissati dalla Costituzione, dalle leggi e dal presente Statuto. Perché tutte le culture presenti, con i Sindaci e Sindache, insieme colgano, “governino” politicamente l’occasione di riformulare lo Statuto-Regolamenti, esaminando altre possibilità previste dalla Legge Delrio? “Nel creare nuova FORMULA di Governo Condiviso”. Non come dice Eraclito, nessuno si bagna due volte nella stessa acqua! Noi diciamo, in virtù delle tante personalità, pace alla sua e loro errante anime, 2025, qui in Terris, ci siamo resi conto che il clima è cambiato, e che la piattaforma provincia si presta come laboratorio occasione, per un progetto politico, nella diversità ma uniti. Emilio Del Bono, non è stato capito, onestamente indicava la via per un Compromesso storico, seguendo i Maestri del patto politico che coinvolse Aldo Moro ed Enrico Berlinguer e da cultura Socialista, aggiungo Benedetto Craxi si un gigante, uomo che sapeva interpretare il suo tempo e guardare oltre l’orizzonte immediato. Cortese Vice Presidente della Regione Lombardia, per un attimo mi e parso di vedere il futuro. On. Emilio Del Bono. Grazie».
Celso Vassalini








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